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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Lo Snals Abruzzo contro il generale Vannacci: "L'inclusione scolastica oggi è nel dna, la memoria non va persa"

Il segretario regionale del Sindacato nazionale autonomo lavoratori scuola tuona contro chi, come il generale, si improvvisa con "ricette balorde" sull'inclusione ricordando il lungo e importante percorso fatto perché oggi avere i ragazzi disabili nelle classi sia normalità

“La memoria della scuola non va persa”. Esordisce così il segretario regionale dello Snals Scuola Carlo Frascari per commentare le parole del generale Vannacci che ha parlato di classi separati per i ragazzi con disabilità. Un tema quello dell'inclusione inviolabile, sottolinea lo Snals sottolineando che “in un paese in cui la scuola spesso diventa terreno di esperimenti governativi, accumulando un record mondiale di riforme e aggiustamenti superficiali, è fondamentale fermarsi a riflettere”.

Non rivolgo questo richiamo a coloro che, come noi, seguono da decenni le vicende dell'istruzione, ma a quanti, troppi, improvvisamente si trasformano in pedagogisti, docenti o conoscitori di un sistema complesso come quello scolastico. Sorprendentemente, persino alte cariche delle forze armate si sono recentemente espresse con ricette balorde sull'inclusione”, incalza Frascari.

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“Ricordiamo a tutti costoro che l'Italia ha introdotto nel proprio sistema scolastico una delle leggi più innovative dal punto di vista sociale e democratico e cioè la legge 517 del 1977, che ha abolito le classi differenziali riservate agli alunni diversamente abili all'epoca definiti tiene a precisare – 'handicappati'. Questa legge, invidiata da tutto il mondo, ha attraversato un lungo percorso di applicazione e accettazione, non privo di sfide, ma alla fine è diventata parte integrante del nostro dna scolastico”.

“Oggi – prosegue il segretario regionale - centinaia di migliaia di alunni disabili frequentano le nostre classi, insieme ai docenti di sostegno e a tutti gli altri insegnanti. Questo costituisce un esempio di inclusione, talvolta imperfetto, ma di grande valore sociale. Non dobbiamo mai dimenticarlo”, conclude.

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