Striscioni contro i giornalisti "terroristi" a Rancitelli: dura condanna dal sindacato Sga

Questa mattina gli striscioni contro la stampa sono apparsi nel quartiere, in merito alla vicenda dei casi di contagio nel quartiere dovuti alla partecipazione al funerale di Campobasso

Questa mattina nel quartiere Rancitelli di Pescara sono comparsi alcuni striscioni contro i giornalisti, definiti "terroristi" in merito alla notizia riguardante i contagi avvenuti per la partecipazione di alcuni cittadini pescaresi delle famiglie che vivono nel quartiere popolare, ad un funerale avvenuto a Campobasso e che si è trasformato in un vero e proprio focolaio per la trasmissione del Covid19.

IL SINDACO SUI CONTAGI DEI PESCARESI AL FUNERALE DI CAMPOBASSO

Il sindacato giornalisti abruzzesi esprime una dura condanna sull'episodio ribadendo che la libertà di stampa e di informazione è un diritto anche per gli aspetti legati alla pandemia, considerando anche che i fatti riportati sono stati confermati dopo verifica, parlando di un attacco vile da parte di persone che hanno voluto rimanere anonime:

Sul caso, dopo l'intervento della polizia municipale per la rimozione degli striscioni, sono in corso indagini da parte della Digos e della Squadra volante della Questura, che speriamo possano dare nome e volto agli autori delle intimidazioni. Non è purtroppo la prima volta che questa area di marginalità urbana si rende teatro di aggressioni alla libertà di stampa, con una catena di episodi che nel recente passato sono anche sfociati nell'aggressione fisica.

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Il sindacato ha ribadito la volontà di continuare a difendere la liberà ti stampa ed il lavoro dei giornalisti abruzzesi, e le notizie sui casi di contagio nella comunità rom non hanno nulla a che vedere con odio ed intolleranza manifestati da alcune persone, ed ugualmente condannabili, sui social media.

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