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Rigopiano, Feniello a processo: "Salvini dalla mia parte, ha capito che è un'ingiustizia"

Alessio Feniello, padre di Stefano, morto nella tragedia dell'hotel di Rigopiano, che violò i sigilli per portare dei fiori sul luogo dove perse la vita il figlio, commenta in questo modo la presa di posizione di Matteo Salvini

«Come cittadino italiano dico che se un ministro dell'Interno si schiera dalla mia parte vuol dire che vede questa condanna come un'ingiustizia».
Alessio Feniello, padre di Stefano, morto nella tragedia dell'hotel di Rigopiano, che violò i sigilli per portare dei fiori sul luogo dove perse la vita il figlio, commenta in questo modo la presa di posizione di Matteo Salvini che ha definito la sua vicenda '«pazzesca'» e annunciato che andrà al processo. 

«È positivo sicuramente», dice all'Adnkronos Feniello, «ma è anche strano che un rappresentante dello Stato si schieri con un cittadino e contro la magistratura: o è in campagna elettorale, ma mi sembrerebbe una cosa squallida, o ha capito che è una condanna ingiusta". Comunque, aggiunge, «io Salvini lo incontrai a Rigopiano il 18 gennaio, lui sapeva che ero stato condannato a pagare e mi disse di non pagare niente. Non lo disse solo a me ma anche alla stampa perché è una farsa, è una cosa che non ha nessun senso. Io mi chiedo come fa la procura di Pescara a spendere soldi per una stupidaggine del genere mentre deve fare luce ancora su chi sono i responsabili della morte di mio figlio. Inoltre non capisco perché la posizione di mia moglie è stata archiviata perché è stata considerata la tenuità del fatto e la mia no. Perché a me non è stata applicata la stessa legge che è stata applicata a mia moglie. Siamo entrati insieme. Mi vengono tanti dubbi e se Salvini fa una dichiarazione del genere significa che non è a favore della magistratura. Una magistratura dovrebbe stare attenta a come si muove. Ho paura che questa magistratura faccia politica».

Feniello, dopo la violazione dei sigilli, è stato condannato a due mesi di carcere, condanna tramutata poi in una multa di 4.550 euro. Così ha presentato ricorso. Per lui adesso il gip del tribunale di Pescara, Elio Bongrazio, ha disposto il giudizio immediato, e il processo, davanti al tribunale monocratico di Pescara, si terrà il prossimo 26 settembre. 

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