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Lo sfogo di D'Alberto: "Artisti, state a casa a cantare perché non siete essenziali"

Da oggi l'Abruzzo entra a far parte della zona arancione e, di conseguenza, si fermano definitivamente gli spettacoli di intrattenimento perché i locali dovranno restare chiusi h24. Lo showman e presentatore pescarese esprime tutto il suo malcontento al riguardo

Da oggi l'Abruzzo entra a far parte della zona arancione e, di conseguenza, si fermano definitivamente gli spettacoli di intrattenimento perché i locali dovranno restare chiusi h24. Stefano D'Alberto, showman e presentatore pescarese, esprime tutto il suo malcontento al riguardo: 

"Artisti, state a casa a cantare perché non siete essenziali! - è il suo amaro sfogo - La nostra categoria non è tutelata, e chiunque si improvvisa nello spettacolo, facendo altri lavori. Senza partita iva gran parte di noi adesso avrà zero fonti di guadagno. Chi è iscritto alle associazioni di categoria deve subire la concorrenza sleale di tanti che si propongono ai locali e, facendolo come doppio lavoro, vanno a metà con il cachet in nero, togliendoci la possibilità di chiedere il nostro prezzo più contributi e iva".

La questione, sottolinea D'Alberto, è seria ma anche piena di contraddizioni: "Siamo stati fermi per mesi e ora siamo disoccupati, ma non abbiamo diritto a nulla perché magari possediamo una casa o una macchina e qualche risparmio, avendo lavorato nel passato, e ciò fa sì che non possiamo ottenere alcun sussidio. Spero sia chiaro, una volta per tutte, come il governo stia agendo in maniera discriminante. Con i ristori di cui oggi tanto si parla verranno dati soldi soltanto ad alcuni, ma non di certo a noi".

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