Giovedì, 29 Luglio 2021
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Sit in e petizione del gruppo "Vaccini Abruzzo in chiaro" per il piano vaccinale: "Ormai è diventata una lotteria"

Sabato 17 aprile ci sarà una conferenza stampa e un presidio davanti la sede dell'assessorato regionale alla sanità di Pescara. Alla protesta aderisce anche "La Rete oltre il ponte"

Campagna vaccinale a rilento in Italia, e nessuna trasparenza in Abruzzo per le somministrazioni. Il gruppo "Vaccino Abruzzo in chiaro" e "La Rete oltre il ponte" hanno promosso un presidio domani sabato 17 aprile in piazza Alessandrini a Pescara davanti alla sede dell'assessorato regionale alla sanità, per chiedere criteri trasparenti e una profonda rivisitazione delle procedure di accesso e priorità alle vaccinazioni che, secondo gli organizzatori, sarebbe ormai diventata una lotteria.

Al presidio, oltre alla petizione online lanciata su https://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=100, hanno già aderito oltre 30 organizzazioni fra cui Anpi Pescara, Arci Abruzzo, Cgil Abruzzo e Molise, Coalizione Civica, Mazi Arcigay Pescara, Giovani Comunisti e Rifondazione Comunista.

Nove le richieste avanzate al Governo e alla Regione Abruzzo, per dare trasparenza ai cittadini che si sentono presi in giro e confusi. Fra le richieste la sospensione dei brevetti sui vaccini, indicazione pubblica di tutti i criteri e il cronoprogramma del piano vaccinale regionale, eliminare le differenze fra le asl territoriali, assumere personale dedicato alla campagna vaccinale senza attingere risorse dagli ospedali, non lasciare indietro anziani over 80 e fragili che non hanno accesso rapido agli strumenti informatici, e un'anagrafe dei vaccini per evitare corsie preferenziali.

Al di là dei riscontri giudiziari, uno Stato, una Regione, un’istituzione che non garantisca il bene primario della sicurezza sanitaria e della salute pubblica deve avere il coraggio di ammettere le proprie incapacità e comunque recuperare il gap attuale. Noi cittadini abbiamo il dovere di garantire che ciò avvenga al più presto con tutti i mezzi della democrazia, perché sono in gioco le nostre vite. Tocca a noi tutti difendere e dare seguito all’articolo 32 della Costituzione.

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