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Sicurezza stradale, le proposte della famiglia dell'ex sindaco Pace per garantirla a tutti i cittadini

Dalle strade scolastiche, alla mobilità a misura di disabile, fino al potenziamento del trasporto pubblico con il filobus, quello ciclopedonale e la riduzione della velocità nelle arterie stradali cittadine: sei le proposte avanzate ed accolte dal sindaco Carlo Masci

Istituire le cosiddette “strade scolastiche”, ridurre il limite di velocità a 30 chilometri orari nella gran parte delle strade cittadine partendo sin da subito con la riviera dove si riverserà il traffico estivo, rivedere la segnaletica e i parcheggi in prossimità degli attraversamenti pedonali ad oggi troppo poco chiari, realizzare le “Zone 30” capaci per come strutturate di ridurre traffico e velocità, investire nella mobilità a misura di disabile e razionalizzare la mobilità favorendo l'uso di mezzi pubblici e delle biciclette. Sei proposte concrete realizzabili alcune nel breve periodo ed altre nel tempo, che il sindaco Carlo Masci annuncia di aver già inserito nella sua agenda e di voler promuovere nei prossimi mesi. A portarle al suo tavolo Bruno e Laura Pace, figli del compianto sindaco Carlo Pace insieme alla madre e Marco Scarponi segretario generale della Fondazione Michele Scarponi. Dal 2017, quando l'ex sindaco fu travolto mentre attraversava la strada perdendo tragicamente la vita, la sua famiglia ha messo tutto il suo impegno per rendere le strade cittadine più sicure e proprio in quest'ottica il figlio Bruno avanza avanza le proposte per far sì che per chi si muove a piedi, in bicicletta, con il monopattino, ma anche per i disabili, la città sia più sicura. D'altra parte, ricorda il presidente della Commissione sicurezza Armando Foschi, fu proprio Pace a realizzare la prima pista ciclabile della città lungo la riviera. “Sappiamo che è difficile scardinare culturalmente l'idea che l'auto privata sia l'unico mezzo per muoversi, ma se riduciamo il loro numero otteniamo una risposta importante in termini di sicurezza”, sottolinea oggi il figlio.

Entrando nello specifico delle proposte avanzate all'amministrazione che a suo parere diversi passi in questa direzione li ha mossi, chiede di istituire già dal prossimo anno le cosiddette “strade scolastiche” davanti alle scuole materne, le elementari e le medie. Si tratterebbe di chiudere per circa mezz'ora la via della scuola all'ora di ingresso e quella di uscita consentendo ai ragazzi di andare e tornare da scuola in piena sicurezza siano essi in bici o a piedi, garantendo la stessa anche agli studenti disabili. Una realtà che, sottolinea, esiste già in numerosi Paesi europei. Ancora più immediata la seconda proposta: ridurre la velocità sulle strade cittadine a 30 chilometri orari. Misura che esiste già in alcune zone della città, corso Vittorio Emanuele in primis, ma che per Pace andrebbe applicata già da questa estate lungo la riviera per essere poi promossa anche in altre strade della città. Un tema particolarmente caro alla famiglia dell'ex sindaco dato che, se ci fosse stato un limite di velocità tanto ridotto già negli anni scorsi, “mio padre oggi sarebbe qui con noi”, chiosa Bruno Pace. A sostegno della proposta ricorda come esista una risoluzione del parlamento europeo che prevede proprio quel limite di velocità nelle zone residenziali e in quelle dove si registra una forte presenza di ciclisti e pedoni. Risoluzione con cui alla Commissione europea si è chiesto un impegno concreto per ridurre i morti sulle strade entro il 2030 e per farlo, prosegue il figlio dell'ex sindaco di Pescara, ridurre la velocità delle automobili è la strategia più efficace dato che ad oggi, aggiunge, il 37% dei decessi si registra nelle zone urbane a fronte dell'8% sulle autostrade e che proprio l'eccesso di velocità è causa del 30% degli incidenti stradali mortali.

Quindi gli attraversamenti pedonali sul modello di quanto fatto nei pressi della Nave di Cascella, spiega. Troppo spesso a Pescara, prosegue Pace, sono poco visibili le strisce pedonali e la segnaletica è poco chiara, senza contare che i parcheggi sono troppo vicini rendendo difficile al pedone avere visibilità sulla carreggiata. “So che la riduzione di un solo parcheggio comporta critiche infinite – aggiunge -, ma può salvare la vita”. In quest'ottica si chiede quindi l'inserimento delle “Zone 30”, ovvero aree urbane dove interventi di moderazione, come limiti di velocità ed elementi urbanistici planimetrici, come la riduzione dei rettilinei con la realizzazione di “chicane” senza eliminare parcheggi e auto, riducono il traffico e i rischi di inquinamento restituendo spazi ai cittadini. Ed esempi, anche in questo caso precisa Pace, ce ne sono. Su tutti Milano dove assicura hanno riscosso grande successo.

Capitolo a parte quello della mobilità a misura di disabile caposaldo della Costituzione italiana, sottolinea ancora. “Quando sono all'estero vedo spesso persone disabili in giro, a Pescara non le vedo quasi mai e non perché non ci sono, ma perché non possono uscire”, chiosa. Un problema dovuto, prosegue, sia all'inefficacia di alcune soluzioni che alla poca educazione e sensibilità dei cittadini. Anche per questo, dunque, si chiede un intervento e un sostegno alle tante associazioni che chiedono di veder riconosciuto un loro diritto. Ultima proposta quella dell'aumento di strumenti che permettano una vera e propria mobilità cittadina sostenibile. In questo senso la famiglia Pace accoglie con favore l'idea del filobus che attraverserà la Strada Parco e quindi di un mezzo di massa che attraversi la città. Potenziare il servizio pubblico e le piste ciclabili sarebbe dunque una priorità così come aumentare le zone pedonali. “Un recente studio condotto da ricercatori giapponesi ed italiani e condotto in 14 città spagnole – spiega ancora Pace - ha dimostrato come la pedonalizzazione non porti altro che aumenti di fatturato per le attività commerciali in città della dimensione di Pescara”. Per questo chiede l'istituzione di un'agenzia intercomunale per la mobilità che ottimizzi il trasporto pubblico riportando a sostegno di quanto afferma, quanto emerso da uno studio della Colorado University condotto in 17 Paesi del mondo, Italia inclusa, da cui emerge come si potrebbero evitare fino a 205 mila decessi l'anno rafforzando la mobilità urbana in bicicletta riducendo l'uso dell'auto privata. 

Tante proposte non semplici da attuare, ma per portare avanti le quali pieno sostegno all'amministrazione arriva dalla fondazione Michele Scarponi. “Possiamo sperimentare insieme questo percorso – dice Marco Scarponi a Masci -. Con la fondazione stiamo cercando di mettere insieme un progetto con le scuole per portare gli educatori che andranno a parlare con loro e che sperimenteranno le iniziative con i ragazzi e i cittadini. Lo faremo mettendoci le nostre risorse e accompagnando i cittadini per mano verso una strada migliore. Sarebbe stupendi iniziare qui”, aggiunge con Masci che assicura di voler cogliere a pieno la proposta ricordando che “sono quasi 30 anni che facciamo battaglie sul traffico prima con Carlo Pace, quando ero assessore al traffico e ancora oggi. Battaglie storiche che hanno portato ad esempio alla pedonalizzazione del centro di Pescara ridisegnandola così come è oggi”.

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