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Presentato il progetto Pescara Sicura con il coinvolgimento di 31 scuole e gli agenti della polizia municipale avranno le body cam

Il progetto avrà una durata di 12 mesi, coinvolti anche 13 dipartimenti universitari e si articolerà su 1.100 test di controllo

È stato presentato ufficialmente il progetto "Pescara Sicura" che entra nella sua fase operativa.
A realizzarlo il Comune, l'università degli studi "Gabriele d'Annunzio" e dalla Asl in accordo con la prefettura.

Il progetto è finanziato dalla presidenza del consiglio dei ministri-dipartimento per le politiche antidroga.

«Un esempio di efficienza della partnership istituzionale e del clima di piena collaborazione», sottolineato il sindaco Carlo Masci. Pescara Sicura si avvale di un finanziamento ministeriale di 350 mila euro ed è arrivato decimo su ben 48 proposte su scala nazionale. Sarà operativo per dodici mesi, col coinvolgimento di 31 scuole e 13 dipartimenti universitari e si articolerà su 1.100 test di controllo. Il prefetto Giancarlo Di Vincenzo parla di «strategia complessiva di prevenzione che affianca l’opera di contrasto a cura delle Forze dell’ordine», l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì dell’«importanza del coinvolgimento delle scuole in sensibilizzazione, informazione e prevenzione del fenomeno delle dipendenze da alcol e stupefacenti».

Il comandante della polizia municipale, Danilo Palestini, i professori Marcello Locatelli e Cristian D’Ovidio e il dottor Fabio Savini hanno quindi illustrato i caratteri tecnico-operativi, scientifici e sociali del progetto che vedrà all’opera un modernissimo laboratorio mobile e la dotazione di 50 body cam agli agenti della municipale.

Tra i risultati attesi: incremento dei controlli sul territorio da parte della polizia municipale e la loro efficacia al fine di contrastare l’incidentalità stradale alcol e droga correlata, incremento dell’efficacia operativa della polizia municipale attraverso l’acquisizione di nuovi sistemi e dotazioni degli agenti, analisi statistica della incidentalità stradale, sulla base dei dati scientifici rilevati, unitamente alle informazioni derivanti dalle interviste e dai questionari anonimi realizzati dai giovani coinvolti nel progetto, valutazione di quali Nps sono presenti sul territorio e valutazione statistica della loro diffusione, sensibilizzazione alla problematica al fine di contrastare l’incidentalità stradale alcol e droga correlata, pubblicità e diffusione del progetto e dei suoi risultati, attraverso workshop, tavole rotonde, incontri a carattere divulgativo e scientifico, nonché grazie all'utilizzo dei social media, sviluppo di politiche di intervento sul territorio, sviluppo di un nuovo modello organizzativo (sia di carattere scientifico sia assistenziale) tra polizia municipale, Asl e università esportabile anche in altre realtà nazionali.

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