Domenica, 21 Luglio 2024
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Siccità, l'Abruzzo tra le 12 regioni a elevato stress idrico e le cose sono destinate a peggiorare

Il numero delle regioni con le temperature in crescita sembra destinato ad aumentare. A lanciare l'allarme è la la Community Valore Acqua per l'Italia di The European House-Ambrosetti: in Italia nel 2022 sia stata registrata una perdita del 51,5 delle risorse idriche rinnovabili in un anno rispetto alla media storia dal 1950. Danni peggiori per agricoltura e idroelettrico

L'Abruzzo tra le 12 regioni ad alto stress idrico in un Paese in cui la siccità ha raggiunto livelli decisamente preoccupanti tanto che è stata registrata una perdita del 51,5 delle risorse idriche rinnovabili in un anno rispetto alla media storia dal 1950.

I dati sono del 2022 e a lanciare l'allarme e fotografare una situazione dai contorni drammatici è la Community Valore Acqua per l'Italia di The European House-Ambrosetti. Un allarme lanciato, come riporta l'agenzia Adnrkonos, in occasione della Giornata mondiale delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione e la siccità. Un problema quello dello stress idrico che colpisce in particolare l'agricoltura e il settore idroelettrico.

Dodici regioni ad altro stress idrico come detto, ma il loro numero sembra essere destinato ad aumentare. Come spiega Ambrosetti infatti nel 2023 temperature in crescita ed effetti dell’azione dell’uomo hanno generato nuova pressione sulla risorsa idrica. La penisola si colloca come quarto Paese dell'Unione Europea per stress idrico, con un indice di 3,3 su 5. Solo Belgio (4,4), Grecia (4,3) e Spagna (3,9) presentano valori peggiori.0

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In questa poco lusinghiera classifica le regioni dove le cose vanno peggio sono Basilicata, Calabria, Sicilia e Puglia, le più esposte alla siccità, con subito dietro Campania, Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Sardegna e appunto Abruzzo. Il Pescarese non sembra essere escluso dal problema e un esempio ne è l'allarme lanciato dall'associazione “L'Abruzzo in agris”: la siccità nella diga di Penne starebbe mettendo a rischio anche il fagiolo “Tondino del Tavo”.

Gli esperti, spiega la Community Valore Acqua, stimano che entro il 2030 lo stress idrico si intensificherà ulteriormente in alcune regioni italiane, con un incremento dell’8,7 per cento in Liguria, del 6,1 per cento in Friuli-Venezia Giulia e del 5,7 per cento nelle Marche.

Venendo ai due settori che subiscono di più le conseguenze del riscaldamento globale e la siccità l'agricoltura, già sottoposta a numerose pressioni, sta affrontando una crescente scarsità d'acqua che mette a rischio la produzione alimentare e la sostenibilità delle attività agricole (basti pensare che la produzione di miele si è ridotta del 70 per cento del 63 per cento quella delle pere e del 60%per cento le ciliegie); mentre l'idroelettrico, che rappresenta una fonte fondamentale di energia rinnovabile per l'Italia, sta soffrendo a causa della riduzione delle risorse idriche, compromettendo la capacità del Paese di soddisfare la domanda energetica attraverso fonti pulite.

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