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Venerdì, 14 Giugno 2024
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A lezione di Shoah nel ricordo del finanziere testimone dell'orrore Ermando Parete: il premio giunge all'ottava edizione

Ci sarà anche il giornalista Aldo Cazzullo venerdì 31 maggio nella caserma delle fiamme in occasione del premio intitolato alla memoria del militare di Abbateggio deportato a Dachau. In platea gli studenti del liceo scientifico Galilei. Al termine del dibattito la consegna del premio

L'ottava edizione del “Premio Parete” ha un sapore speciale dato che l'edizione 2024 si svolgerà in concomitanza con il 250esimo anniversario della fondazione della guardia di finanza.

Venerdì 31 maggio nella caserma delle fiamme gialle intitolata proprio al finanziere testimone della Shoah, si terrà l'incontro ““La memoria di Ermando Parete e le nuove generazioni” dedicato proprio al militare che fu deportato a Dachau durante il secondo conflitto mondiale diventandone poi testimone dell'orrore. L'appuntamento è nella mattinata alla presenza degli studenti del liceo scientifico Galileo Galilei cui quella memoria va tramandata con la giornata che si concluderà con l'assegnazione del premio.

Un'occasione particolare quella dell'edizione 2024 del premio che vedrà la partecipazione anche del giornalista Aldo Cazzullo, oltre che delle autorità civili e militari a cominciare dal prefetto Flavio Ferdani, del comandante regionale Abruzzo generale di brigata Germano Caramignoli, il presidente della Provincia Ottavio De Martinis e di Antonio Di Marco, presidente dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” per Abruzzo e Molise. Non farà mancare la sua presenza Donato Parete, figlio di Ermando e fondatore del premio intitolato alla memoria del padre.

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Un premio la cui importanza è nella vita del finanziere nato ad Abbateggio il 15 febbraio 1923. A vent'anni si arruolò nella guarda di finanza e durante la seconda guerra mondiale combattè in Jugoslavia. Dopo l’Armistizio dell’8 settembre del ’43, Ermando Parete cercò di tornare in Italia con i gruppi partigiani, ma viene catturato dalle SS a Cimadolmo (Treviso), per poi essere rinchiuso e torturato in una cella nei sotterranei del carcere di Udine. Subito dopo fu deportato nel campo di sterminio nazista di Dachau, in Germania.

Il 29 aprile 1945 venne liberato dalla Settima Armata americana. Arrivato a pesare appena 29 chili, con le poche forze rimaste, riuscì comunque a raggiungere il suo paese natale in Abruzzo. Un cammino durato 37 giorni e 36 notti. Al termine della guerra rientrò in servizio nel corpo fino al congedo, nel 1969, con il grado di vicebrigadiere.

Scampato alla tragedia delle deportazioni, dagli anni novanta e fino alla scomparsa nel 2016, Parete dedica parte della sua vita a raccontare l’orrore vissuto, come monito perché non riaccada, rivolgendosi soprattutto alle giovani generazioni, visitando le scuole italiane e le università, incontrando i ragazzi, partecipando a convegni, seminari e dibattiti.

Ottava edizione del premio Ermando Parete

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