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Sanità, nuovo taglio di posti letto negli ospedali di Penne e Popoli

A denunciare il provvedimento il capogruppo alla regione di Forza Italia Sospiri, che attacca il manager Asl Mancini per una decisione che di fatto penalizzerà ulteriormente i due nosocomi dell'entroterra

Nuovo taglio di posti letto per gli ospedali di Penne e Popoli. A denunciare il provvedimento del manager Asl Mancini è il capogruppo alla regione di Forza Italia Sospiri, che parla di un provvedimento assurdo e che penalizzerà ulteriormente i due nosocomi dell'entroterra che di fatto rischiano inevitabilmente la chiusura.

Il provvedimento attua quanto previsto dal vecchio decredo Lorenzin per la riorganizzazione della sanità pubblica nelle regioni, e per Sospiri si tratta di un atto assurdo ad una settimana dal voto regionale che, secondo l'esponente di Forza Italia, riporterà il centrodestra al governo dell'Abruzzo e che immediatamente annullerà la delibera.

PENNE, SI LAVORA PER EVITARE IL DECLASSAMENTO

“E’ il tipico esempio della politica schizofrenica del Pd che da un lato in piena campagna elettorale manda il candidato Legnini in giro a Penne e Popoli per propagandare il diritto alla salute, lasciando intendere un cambio di rotta rispetto al governo D’Alfonso. Ma poi arrivano gli atti ufficiali firmati dal manager della Asl pescarese Mancini a smentire lo stesso Legnini e a ribadire, invece, che la rotta è quella tracciata dal governo D’Alfonso e che non si torna indietro: gli ospedali di Penne e Popoli, a giudizio del Pd, vanno chiusi. E si comincia con il taglio dei posti letto in reparti strategici come la chirurgia e ortopedia, che pure a Popoli, ad esempio, vanta la presenza di eccellenze professionali."

LA REPLICA DELLA ASL

Inoltre, Sospiri evidenzia come in una nota dei dirigenti del settore Sanità e Welfare si chiedeva alle Asl di valutare possibili modifiche alle delibere per il taglio dei posti letto, ma il manager Mancini ha deciso di proseguire lungo il percorso senza alcun ripensamento:

"Chiediamo al Manager Mancini di revocare immediatamente l’atto numero 113 e la sua efficacia, demandando all’ormai prossimo
Governo regionale di centrodestra, che si insedierà tra sette giorni, qualunque decisione nel merito. Se ciò non dovesse accadere, sarà direttamente il centrodestra a stracciare quei pezzi di carta, mentre ci aspettiamo che il candidato Legnini, clamorosamente smentito dal Pd, chieda scusa ai cittadini per la sua campagna elettorale fatta di promesse bugiarde”

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