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"Salme fuori dalle tombe all'insaputa dei familiari nel cimitero di Alanno", il caso sollevato dal consigliere Colangelo

A rilanciare la questione è anche Donato Fioriti, presidente dell'associazione consumatori Contribuenti Abruzzo

I morti fuori dalle tombe ma i parenti non lo sanno nel cimitero di Alanno.
La questione, sollevata dal consigliere comunale Camillo Colangelo nell'ultima seduta dell'assise civica, viene ripresa da Donato Fioriti, presidente dell'associazione consumatori Contribuenti Abruzzo e componente del Cruc Regione Abruzzo.

«Estumulazioni di salme, senza alcun avviso ai familiari dei defunti: una procedura che, se fosse confermata, sarebbe umanamente e giuridicamente da deplorare!», sottolinea Fioriti.

Questo aggiunge Colangelo: «A seguito di una serie di procedure eticamente discutibili, sono stati tolti dalle proprie tombe (estumulati), circa 40 defunti e per altri 70 è previsto lo stesso trattamento. Ora pur comprendendo le necessità, non è accettabile che l’amministrazione non si sia preoccupata di avvisare gli eredi delle procedure di estumulazione in corso. Non è possibile pensare che di fronte ai nostri morti, si sia applicata una fredda procedura che non abbia minimamente tenuto conto dell’affetto e del rispetto che ognuno di noi prova verso i propri defunti. Mi chiedo perché non si è provveduto a fare un accertamento presso gli uffici dell’anagrafe per capire chi fossero gli eredi e con una procedura di notifica ai singoli eredi e magari anche con una telefonata, avvisarli delle procedure che si stava per mettere in piedi! Peccato che la maggioranza si sia ricordata dei cittadini soltanto in campagna elettorale».

Poi Fioriti conclude così: «Paradossale e pittoresca, poi la replica  secondo cui l’amministrazione comunale non avrebbe ricevuto lamentele. Giustamente, ha chiosato il consigliere Colangelo: "Se gli eredi non sono stati avvisati, chi si doveva lamentare, il morto? E se noi il problema lo conosciamo vuol dire che hanno preferito rivolgersi a noi piuttosto che alla maggioranza, di questo mi preoccuperei". Insomma parafrasando Ennio Flaiano, si potrebbe dire che la situazione è sì grave…ma non seria!». 

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