menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Roccamorice, ammessa dal Tribunale di Roma la class action contro l'Aca

Il Tribunale di Roma ha dichiarato ammissibile la prima class action in Abruzzo (e una delle poche in Italia) che riguarda la contaminazione di sostanze alimentari: il fatto avvenne nel 2015

Il Tribunale di Roma ha dichiarato ammissibile la prima class action in Abruzzo (e una delle poche in Italia) che riguarda la contaminazione di sostanze alimentari: il caso riguarda l'intero paese di Roccamorice che nel 2015 si è ritrovato senza la possibilità di utilizzare l'acqua corrente. La class action è contro l'Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca) Spa, società che gestisce il ciclo idrico integrato in 65 comuni tra le province di Pescara, Chieti e Teramo. Per ora sono una quindicina i cittadini che hanno aderito all'azione per richiedere i danni all'Aca.

"L'ammissibilità della class action risponde a criteri rigidissimi e a un vaglio da parte del Tribunale particolarmente severo - spiegano i legali che hanno seguito il ricorso, Claudio e Matteo Di Tonno, del Foro di Pescara - poiché si tratta di azioni dal grande impatto sociale e finanziario''.

Nell'azione giudiziaria è stato denunciato il fatto che nell'acqua corrente è finito mercurio fuoriuscito per la rottura di un misuratore della pressione all'interno dei serbatoi.

"La vicenda - spiega Matteo Di Tonno - nasce dal fatto che i venturimetri, strumenti posti all'interno dei serbatoi per la misurazione della pressione, subirono un'avaria riversando mercurio nelle condotte idriche dell'acqua potabile destinata al consumo umano del paese di Roccamorice".

Il caso ha avuto anche conseguenze ambientali che hanno innescato un'inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara per l'illecito smaltimento di rifiuti pericolosi e inquinamento doloso, visto che per lo svuotamento del serbatoio comunale le acque contaminate da mercurio sono state sversate finendo per inquinare alcuni terreni, tra l'altro nel cuore del Parco nazionale della Majella, con la Forestale che ha sequestrato 5mila metri quadrati limitrofi ai serbatoi in località Bosco e Pagliari, dove è stato trovato un valore di mercurio fino a 223 volte il livello massimo di legge. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPescara è in caricamento