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Visite di invalidità arretrate, nella storia dell'avvocato Lanzellotto le gravi conseguenze che pesano sulle famiglie

E' lei stessa a raccontare la sua esperienza con il sostegno dei consiglieri regionali del Pd Antonio Blasioli e Silvio Paolucci: senza il riconoscimento dell'aggravamento all'anziana madre ora dovrà trasferirsi a Biella per un nuovo incarico che invece, racconta, avrebbe potuto ricoprire a Pescara

“Lo scorso 28 marzo con a carico la madre ultraottantenne affetta da gravi problemi di deambulazione, ho presentato richiesta per il riconoscimento dell’art. 3 comma 3 della legge 104/92 a seguito di un ulteriore peggioramento della situazione. Nel frattempo sono risultata vincitrice di un concorso per un posto di funzionario presso il ministero della cultura, per cui entro il 25 novembre avevo necessità di ottenere questo riconoscimento al fine di poter restare a Pescara al fianco di mia madre. Nonostante svariate diffide e tre precedenti certificazioni Asl che attestano come mia madre necessiti di assistenza quotidiana continua, l’atteso riscontro non è arrivato, per cui a gennaio sarò destinata a Biella con tutto quello che comporta. Mia madre dovrà quindi essere assistita da mio marito, quando invece, se la Asl avesse fissato la visita, avrei potuto restare in loco e continuare a farmi carico di mamma, dato che a Pescara c’erano due posti disponibili come funzionario”.

Con queste parole l'avvocato Milena Lanzellotto racconta la sua esperienza personale denunciando insieme ai consiglieri regionali del Partito democratico Antonio Blasioli e Silvio Paolucci, in cosa si traducono i ritardi accumulati per lo smaltimento delle visite per l'invalidità civile: circa 10mila quelle ancora da fare.

Una situazione denunciata dalla Cgil in occasione della manifestazione tenutasi sotto il pronto soccorso e subito dopo dallo stesso Blasioli che nella Unità operativa complessa di medicina legale ha effettuato un sopralluogo il 18 novembre presentando pochi giorni dopo una risoluzione che però in consiglio regionale arriverà solo ad anno nuovo. Blasioli che insieme a Paolucci è tornato a parlare di “immobilità” da parte di Asl e Regione su quanto rilevato sia per quanto riguarda la scarsità di personale che la scarsa efficienza delle commissioni per comporre le quali un bando è stato fatto proprio dopo quella visita ispettiva, sottolinea, ma con una sola risposta pervenuta.

Nel tornare a chiedere soluzioni immediate all'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e il presidente della Regione Marco Marsilio, Blasioli ha fatto sapere che in caso non ne saranno attuate nel breve termine l'11 gennaio parenti, pazienti e esponenti della politica locale protesteranno davanti all'ospedale.

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