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Riserva dannunziana chiusa da 4 mesi, Foschi: "Adesso basta"

Duro comunicato dell'esponente di ‘Pescara Mi piace’, che annuncia una mobilitazione cittadina. Da ottobre il crollo di un pino ha determinato la chiusura al pubblico dell’area per effettuare verifiche sulla stabilità di tutte le piante presenti

Armando Foschi, promotore dell’associazione culturale ‘Pescara Mi piace’, interviene per denunciare la situazione che ormai da 4 mesi attanaglia la riserva dannunziana. Era infatti il 16 ottobre quando il crollo di un pino ha determinato la chiusura al pubblico dell’intera area per effettuare verifiche sulla stabilità di tutte le piante presenti.

“Da allora - sottolinea Foschi - i cancelli della pineta, il più imponente polmone verde situato nel cuore di una città, restano tristemente chiusi, rendendo tutti i lotti inaccessibili, né è possibile sapere quando le famiglie, i bambini o gli anziani potranno tornare a trascorrere il proprio tempo libero nell’area”.

Voci di corridoio parlano della necessità di abbattere oltre 140 alberi. Se così fosse, si tratterebbe di "una carneficina di piante che nessuno peraltro potrà verificare, avendo chiuso la riserva stessa al pubblico, l’ennesimo esempio di incapacità amministrativa di un sindaco inadempiente su tutti i fronti".

Foschi annuncia a breve una mobilitazione:

"Attenderemo le elezioni: subito dopo, se entro qualche giorno non vedremo atti concreti nell’area, organizzeremo una protesta cittadina affinchè quel polmone verde venga restituito ai suoi proprietari, ossia ai pescaresi".

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