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Il cementificio di Pescara diventerà "la porta d'Abruzzo"

Il "nuovo" cementificio comprenderà un centro di accoglienza e smistamento per i turisti, nonché una discoteca, un auditorium, una biblioteca e alcuni ristoranti

Il cementificio di Pescara diventerà "la porta d'Abruzzo". Si chiama così, infatti, il progetto redatto dallo studio NetLab di Giovanni Marchionne su incarico della Calbit srl di Roma, e ciò rappresenta una novità molto importante per la riqualificazione e il rilancio di un'area strategica, di cui nelle ultime settimane si è tornati a parlare proprio in merito alla sua futura destinazione d'uso. È previsto un investimento di oltre 100 milioni di euro, e il tutto dovrebbe essere pronto non prima del 2027. Il "nuovo" cementificio comprenderà un centro di accoglienza e smistamento per i turisti, nonché una discoteca, una biblioteca, un auditorium, un ostello e alcuni ristoranti. 

Per l'assessore Isabella Del Trecco, questo progetto "darebbe una nuova immagine al quartiere e a tutta la città di Pescara, oltre alla creazione di circa 400 nuovi posti di lavoro, intervento che cambierebbe radicalmente sia l'ingresso alla nostra città che lo skyline della città stessa, rendendo Pescara una città "Unica" in tutta Italia ed all'avanguardia per soluzioni che mettono insieme sostenibilità ambientale, nuove tecnologie, lavoro e cultura". Inoltre Del Trecco specifica che il complesso Porta d'Abruzzo "non sarà un nuovo centro divertimenti, ma un terminal turistico internazionale con ostello, auditorium coperto da 2500 posti, un anfiteatro di 2000 posti lato fiume, una biofarm con 50 specie di coltivazioni sostenibili, una serra idroponica per produzione di vegetali a ciclo continuo, una biblioteca, un campo fotovoltaico e del verde attrezzato, una palestra, una Spa e ovviamente attività ricreative, come una discoteca, e di servizio, con diversi ristoranti con menù tipici abruzzesi e internazionali".

La posizione di Confcommercio e Federmanager

Un mese fa, Confcommercio ha chiesto di rimuovere il cementificio per restituire alla città una zona strategica per il suo sviluppo: il presidente Riccardo Padovano evidenzia che "sono oltre dieci anni che interveniamo costantemente per sensibilizzare le autorità e gli enti interessati circa la necessità di rimuovere il cementificio di Pescara per restituire alla città un’area ormai ampiamente compenetrata nel tessuto urbano; la collocazione del cementificio in quel punto fu un errore strategico originario in quanto era ampiamente prevedibile che Pescara avrebbe avuto necessità di espandersi e che la direttrice di sviluppo avrebbe portato necessariamente verso l’immediato entroterra. Sono maturi i tempi, grazie alle risorse del Pnrr, per pensare concretamente alla completa delocalizzazione dell’impianto. Si tratterebbe di recuperare spazi fondamentali per la città su cui realizzare infrastrutture di servizio al sistema economico cittadino. La nostra idea da sempre è di collocare in quella vasta area un polo formativo in cui troverebbero spazio la nuova sede dell’istituto alberghiero, nonché scuole per formare quelle professionalità tecniche di cui c’è carenza e che viceversa le aziende e il mercato reclamano".

Dice invece no all'abbattimento dell'ex cementificio il presidente di Federmanager Abruzzo e Molise, Florio Corneli, che pensa a un polo aggregativo per giovani spostando le attività commerciali e facendone un nuovo fulcro della movida: "L’abbattimento della struttura sarebbe un grave errore e priverebbe Pescara di quella parte di archeologia industriale che altre città, negli ultimi decenni, hanno saputo valorizzare a dovere. L’ex cementificio e la Città della Musica, collegati da un ponte pedonale, sarebbero un grande polo per le arti, per la ristorazione e per l’intrattenimento".

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