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40 anni senza Rino Gaetano, il suo legame con Pescara gli ispirò una canzone

Il cantautore crotonese, morto il 2 giugno 1981 in un incidente stradale, si era basato su un episodio da lui vissuto in prima persona nella nostra città per scrivere "E cantava le canzoni"

Ieri tutta Italia ha celebrato il 40ennale della morte di Rino Gaetano. Il cantautore crotonese, infatti, perse la vita il 2 giugno 1981 in un incidente stradale a Roma. Non tutti però sono a conoscenza del suo legame con Pescara, che addirittura gli ispirò un brano: "E cantava le canzoni". Per scrivere quello che è stato uno dei suoi successi, Rino si basò su un episodio da lui vissuto in prima persona proprio nella nostra città. Tutto nasce dal fatto che a Pescara, negli anni '70, la Rca (etichetta discografica di Gaetano) aveva una sede periferica.

Così l'artista veniva spesso da queste parti e, già che c'era, andava anche a trovare Andrea Ledda a Radio 103 per partecipare a qualche programma. Ebbene, è stato proprio Ledda a svelare uno scoop, intervistato qualche anno fa da Antonella Micolitti per Rete 8: Rino Gaetano, durante uno dei suoi giri, finì a “La Sirenetta”, stabilimento balneare del centro, dove stabilì un rapporto di amicizia con un uomo, chiacchierandoci più volte. I due parlavano un po' di tutto, e un giorno questo signore - che era solito mettere al jukebox sempre la stessa canzone - raccontò a Rino alcuni aneddoti sul suo passato di emigrante e su sua moglie, una donna di nome Bice. Pare che sia stata appunto questa situazione a suggerire il testo di "E cantava le canzoni", che recita:

"E partiva l′emigrante e portava le provviste e due o tre pacchi di riviste. E partiva l'emigrante, ritornava dal paese con la fotografia di Bice, bella come un′attrice. E cantava le canzoni che sentiva sempre a lu mare".

Sempre Rete 8 ricorda che Rino si sarebbe poi esibito con “E cantava le canzoni” proprio a Pescara, nello stadio Adriatico, per una tappa del Cantagiro 1978. D'altronde, come sottolinea Antonella Micolitti, la nostra città risulta essere quella dove Gaetano ha suonato di più durante la sua breve carriera. E non finisce qui perché, quando qualche tempo più tardi collaborò con Mogol, gli incontri tra i due avvenivano tra Silvi, dove il noto paroliere ha trascorso tante estati, e - neanche a dirlo - Pescara. 

Quella di Rino Gaetano è stata una delle figure più significative ma inspiegabilmente nascoste della canzone italiana. Lui è stato un vero poeta, che ha contribuito magnificamente al racconto del mondo che lo circondava e di un Paese in profonda evoluzione, un pittore in grado di dipingere nelle proprie tele una società alla deriva, incapace di difendere e confortare i più deboli e gli emarginati. Oggi ci restano le sue composizioni, a testimoniare un talento ingiustamente poco considerato in vita e del quale solo più recentemente è stato riconosciuto il grande valore.

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