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Rigopiano, ripartiranno ad ottobre le udienze del processo: delusione e preoccupazione fra i parenti delle vittime

Il gup ha concesso altri 60 giorni alla difesa degli imputati per la consegna delle perizie, e con le chiusure estive del tribunale le udienze riprenderanno il prossimo autunno

Riprenderanno ad ottobre le udienze per il processo relativo al crollo dell'hotel Rigopiano, che provocò la morte i 29 persone nel gennaio 2017. Il gup del tribunale di Pescara, infatti, ha accolto come previsto la richiesta degli avvocati che difendono gli imputati per una concessione di ulteriori 60 giorni per il deposito della perizia finale. A questo punto, la scadenza che era fissata al 12 maggio arriverà fino a luglio, e in coincidenza con la chiusura estiva dello stesso tribunale si tornerà in aula, come riporta Ansa, non prima di ottobre: le date fissate sono il 26, 27 e 28 ottobre e poi 9, 10 e 11 novembre. Si dovrebbe comunque arrivare ad una sentenza per l'inizio del 2023, in quanto il giudice sarebbe intenzionato a procedere con tre udienze settimanali nei prossimi mesi.

Delusi e in parte preoccupati per la questione della prescrizione i parenti delle vittime, presenti questa mattina 29 aprile in tribunale a Pescara. Gianluca Tanda ha commentato:

"Sapevamo dei trenta giorni richiesti per portare avanti le perizie ma dei sessanta lo abbiamo appreso successivamente dalla stampa. Oggi siamo qui per capire bene il motivo. Anche perché la perizia fatta dalla Procura è più che valida e siamo convintissimi che tutti gli altri periti del giudice e non di parte faranno un ottimo lavoro. Noi auspichiamo che ci siano condanne certe. La chiusura nel 2023 vedremo. Oggi hanno fatto un calendario fisso. La paura della prescrizione c'è, anche se minima, e quel minimo dobbiamo spazzarlo via. Non possiamo tornare a casa con il dubbio di dire ai nostri cari che non sappiamo chi è il colpevole. Vogliamo sapere e lo chiediamo dall'inizio chi sono i colpevoli e chi gli innocenti"

Anche il comitato dei familiari, con un post sulla pagina Facebook, è intervenuto sulla questione dello slittamento delle udienze in autunno:

"Sono passati ormai tre anni dalla prima udienza ed ancora non vediamo uno spiraglio di luce in fondo ad un percorso giudiziario per noi familiari straziante. Nel corso di questi anni è accaduto di tutto, emergenza sanitaria, vari scioperi degli avvocati, formalità processuali: tutti eventi che hanno determinato un continuo slittamento delle udienze al quale si aggiunge una calendarizzazione comunque, a nostro avviso, non adeguata a quello che costituisce un unicum nel panorama giudiziario italiano. Ancora, sapevamo che la perizia avrebbe richiesto tempi non celeri ma di certo neppure potevamo aspettarci una seconda richiesta di proroga, soprattutto se pensiamo che solo a distanza di mesi dal conferimento dell’incarico è stato effettuato un sopralluogo. Ogni rinvio è un ulteriore colpo inferto a noi familiari, già straziati da un dolore costante e quotidiano col quale siamo costretti a convivere, che non riusciamo a capire se e quando otterremo la verità e la giustizia che i nostri cari meritano.

Questi lunghi tempi poi aumentano  il terrore della prescrizione; Il pensiero di poter vedere trascorsi anni e anni di lotte senza ottenere né verità né giustizia ci uccide e questo, per chi ha già sofferto e soffre per delle ineffabili perdite, sarebbe il colpo mortale. Chiediamo dunque tempi certi e celeri per la conclusione del processo, per i nostri cari, per noi e per la giustizia."

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