Rigopiano, Tanda presenta una denuncia in Procura per chiedere nuove indagini

Secondo quanto riporta l'Adnkronos, il fratello di Marco Tanda, assistito dall'avvocato Romolo Reboa, contesta la "superficialità" con la quale gli imputati avrebbero trattato la situazione nella fase dell'emergenza

Gianluca Tanda

Gianluca Tanda, fratello di Marco (una delle vittime dell'hotel Rigopiano), ha presentato stamane in Procura una denuncia per chiedere indagini suppletive e nuove iscrizioni nel registro degli indagati relativamente alla tragedia che, ormai tre anni fa, causò 29 morti. Secondo quanto riporta l'Adnkronos, Tanda, assistito dall'avvocato Romolo Reboa, contesta la "superficialità" con la quale gli imputati avrebbero trattato la situazione nella fase dell'emergenza:

«'Che stessero tranquilli al caldo, è stato detto, tanto lassù hanno tutto'. Quella frase pronunciata da uno degli imputati è fondamentale per dimostrare l'esistenza di una volontà collettiva di non prestare soccorsi e non sgomberare la strada diretta all'hotel Rigopiano».

La pec di richiesta d'aiuto

Impossibile anche ignorare, sempre secondo Tanda, la pec di richiesta d'aiuto arrivata alla Prefettura di Pescara alle 13,40 del giorno della tragedia da parte del gestore dell'Hotel Rigopiano che confermava la situazione di pericolo denunciata da un'altra vittima, Gabriele D'Angelo:

"La Procura della Repubblica - si legge nella denuncia - dovrebbe valutare come rilevante il fatto che, in questa operazione di depistaggio permanente e continuato, i carabinieri di Penne hanno omesso di trasmettere un documento sicuramente rilevante, e cioè il brogliaccio del servizio svolto dal Centro di Coordinamento del 18 gennaio 2017 nelle ore antecedenti le 18.20, pur avendo allegato tutti quelle delle ore e giorni successivi e pur essendo stati espressamente richiesti dalla Squadra Mobile della Prefettura di Pescara".

Telefonate "volutamente ignorate"

L'occultamento delle telefonate sarebbe avvenuto, scrive Tanda, perché "tutti i protagonisti della vicenda le hanno volutamente ignorate". E ancora:

"L'omissione della consegna alla Procura della Repubblica di un brogliaccio che i carabinieri non potevano non sapere fosse un documento di indagine di massimo rilievo nella ricerca della verità, induce al sospetto (confortato anche negli elementi provenienti dalla Polizia di Stato) che l'occultamento di elementi fondamentali per l'accertamento delle responsabilità sia purtroppo da rinvenire all'interno dell'Arma dei Carabinieri, dove alcuni ufficiali potrebbero aver preso coscienza delle responsabilità di militari presenti sul territorio". 

La responsabilità dei carabinieri

La responsabilità dei carabinieri del posto sarebbe legata al fatto che, per Tanda, potrebbero aver condiviso l'assioma secondo cui le richieste provenienti dall'hotel non dovessero essere prese in considerazione:

"L'informativa conclusiva dei carabinieri forestali è del 3 novembre 2018 e in essa non vi è alcuna annotazione in ordine all'attività del Pca. I carabinieri forestali delegati all'indagine, a conoscenza quale nucleo della situazione in loco il 18 gennaio 2017, sembrano ignorare l'esistenza del Pca insediato nella sede della Croce Rossa, cui partecipava il comandante della loro stazione di Penne. L'individuazione delle richieste di aiuto, degli allarmi e di tutte le questioni connesse erano attribuite ai carabinieri forestali, i quali hanno omesso di tracciarle tutte, fatto che incide sulla valutazione delle eventuali ipotesi di reato".

C'era l'intenzione di depistare?

Tanda, infine, parla di omissioni dolose che sarebbero conseguenti a una volontà depistatoria:

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"Il 17 marzo 2017 il Ris di Roma completa il lavoro di estrazione dei dati dal telefono di D'Angelo, segnalando un 'interesse investigativo tra screenshot delle telefonate da rete mobile e telefonate con whatsapp (15 alla Croce Rossa di Penne che ospita il Coc di Penne e il Pca). Il plico sigillato arriva sul tavolo del nucleo investigativo Roni Carabinieri di Pescara tre gironi dopo ma gli approfondimenti svolti malgrado la segnalazione dell'interesse investigativo sono marginali".  

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