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Parla il cuoco Parete, uno dei superstiti del crollo dell'Hotel Rigopiano: "Non vogliamo soldi, vogliamo la verità"

Giampiero Parete, uno degli 11 superstiti della tragedia di Rigopiano, è intervenuto durante una trasmissione radiofonica

Conoscere la verità, per dare giustizia alle vittime del crollo dell'hotel Rigopiano. A parlare è il cuoco Giampiero Parete, pescarese, uno dei superstiti del tragico crollo della struttura avvenuto nel gennaio 2017 a causa di una valanga. Parete è intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica "Cosa succede in città" a Radio Cusano. L'uomo si è miracolosamente salvato in quanto era uscito pochi minuti prima dall'hotel per andare a prendere alcune cose all'interno della sua auto, e ha assistito impotente all'arrivo della valanga assieme a un manutentore dell'hotel Rigopiano.

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Il cuoco sottolinea come tutti, compresi i parenti delle vittime, vogliano giustizia e non sono interessati ai soldi dei possibili risarcimenti.

È stata una questione di pochi metri. Vuol dire che non era la mia ora. Ho chiamato due volte i soccorsi, non era possibile camminare, c'era un mare di neve fresca intorno a me. I soccorsi sono arrivati all'alba del 19 gennaio, il giorno dopo il disastro, ho atteso ore, che mi sono sembrate interminabili, in compagnia del manutentore dell'hotel anche lui rimasto illeso. Ho vissuto una situazione surreale e con la sensazione che fosse irreale, come se stessi assistendo a un film. Mi ricordo, come se fosse ieri, il silenzio più totale, eravamo nel nulla più totale. Mi sono sentito completamente abbandonato

Parete poi racconta come i figli, che avevano 6 ed 8 anni al momento dei fatti, ora abbiano paura di andare in qualsiasi albergo ed odiano la neve, chiedendo sempre prima di vedere la struttura e che sia lontana dalle montagne:

Ricordiamo tutto con dispiacere, magari esistesse una spina che una volta staccata ci faccia dimenticare quei momenti. Momenti che sono vivi e si fanno ancora più prepotenti nella nostra memoria quando arriva l'inverno, la neve o l'allarme meteo. Stiamo male. Adesso sarà una battaglia dura. Mi sono costituito parte civile perché la mia famiglia ed io vogliamo giustizia. Non vogliamo soldi, non ci interessano, noi abbiamo già vinto. Vogliamo solo che la verità venga fuori, per le vittime, per quelle persone che ho visto prima che accadesse il finimondo. Le ho tutte nel cuore. Spesso penso a chi ha detto l'ultimo arrivederci a me, a chi ha preso l'ultimo caffè al bar vicino a me. Sono cose che ti segnano

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