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Domenica, 22 Maggio 2022
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Stabili i ricoveri ordinari e le terapie intensive per Covid in Abruzzo: i dati della fondazione Gimbe

A livello nazionale, nonostante la crescita dei ricoveri in 7 regioni, resta stabile al 15% l'occupazione dei posti letto in area medica

In Abruzzo resta stabile la pressione ospedaliera per il Covid, sia per i posti occupati in area medica che in terapia intensiva. È quanto emerge analizzando i dati della fondazione Gimbe e dell'agenzia Agenas che monitorano dall'inizio della pandemia l'andamento dei contagi e della campagna vaccinale. Come riporta Today, a livello nazionale nonostante l'aumento delle persone ospedalizzate in sette regioni, il dato medio nazionale è stabile al 15%, mentre esattamente un anno fa questo dato era al 44%.

I ricoveri crescono in Calabria (al 35%), Lazio (19%), Marche (24%), Molise (19%), Puglia (23%), Sardegna (21%), Umbria (34%). L'Abruzzo è ancora di poco sopra la golia del 20% di occupazione nei reparti ordinari, con il 21% ma è stabile rispetto alla scorsa settimana. Le altre regioni che superano la soglia sono Calabria (35%), Umbria (34%), Basilicata (29%), Sicilia (26%), Marche (24%), Puglia (23%), Sardegna. Per le terapie intensive, anche qui l'Abruzzo è stabile al 9%, mentre in sette regioni il dato scende ovvero Basilicata (al 4%), Campania (6%), Liguria (3%), Lombardia (2%), Puglia (7%), Toscana (6%), Umbria (3%). Sopra la soglia del 10% solo Calabria (12%) e Sardegna (11%).

Renata Gilli, responsabile ricerca servizi sanitari di Gimbe:

"Sul fronte degli ospedali si rileva "un'inversione di tendenza nei posti letto occupati da pazienti covid in terapia intensiva (+7%) e prosegue l'incremento dei ricoveri in area medica (+8,6%)", nella settimana 23-29 marzo 2022. In particolare, dal minimo di 447 in area critica il 24 marzo, i posti letto occupati sono risaliti a 487 il 29 marzo; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 8.234 il 12 marzo, sono risaliti a quota 9.740 il 29 marzo." . Ricordiamo che a partire da domani primo aprile in Italia non sarà prorogato lo stato d'emergenza che era in vigore dall'inizio del 2020.

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