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Martedì, 29 Novembre 2022
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Viale Marconi, la battaglia sulla nuova viabilità potrebbe concludersi entro fine anno: il consiglio di Stato chiede chiarimenti

L'avvocato Matteo Di Tonno spiega le ultime novità sul ricorso presentato da commercianti e residenti ad aprile: al ministero è stata chiesta ulteriore documentazione che l'amministrazione tramite l'avvocatura fornirà, ma il fatto che il consiglio si sia già riunito farebbe pensare ad una rapida conclusione della vicenda e sul se l'arteria sarà o meno tutta da rifare

La decisione del consiglio di Stato sul destino di viale Marconi potrebbe arrivare prima della fine dell'anno. Che non sia impossibile lo conferma l'avvocato Matteo Di Tonno che si occupa del ricorso avanzato ad aprile dai residenti e dai commercianti della zona. Cittadini ed esercenti costituitisi in un comitato e che sin da subito hanno levato gli scudi contro la nuova viabilità in quella che è una delle arterie principali della città. 

Una battaglia che si combatte sulle quattro corsie realizzate con una variante che, per chi la contesta, non troverebbe giustificazione e che sarebbe invece stata eseguita in modo corretto per l'amministrazione e con il preciso scopo di essere integrata al passaggio della filovia oggetto anch'essa di un ennesimo ricorso per il quale si attende la sentenza del Tar (Tribunale amministrativo regionale).

Pre quanto riguarda viale Marconi la novità è arrivata dal consiglio di Stato che il 21 settembre e cioè a pochi mesi dal deposito di quel ricorso che si chiuderà con un dpr (decreto del presidente della Repubblica), si è già espressa una prima volta. Si è quindi riunita e questo fa pensare che la sentenza potrebbe arrivare prima del 2023 come molti si aspettano secondo il legale.

Dal consiglio è arrivata la richiesta al ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili di fornire chiarimenti “perché il questi ricorsi il ministero competente per materia deve redigere un parere tecnico e una presa di posizione”, spiega Di Tonno. Una richiesta di chiarimenti per la quale il ministero si è rivolto al Comune chiedendo all'amministrazione di redigere una memoria che la stessa, con una apposita delibera, ha ora affidato all'avvocatura.

Tecnicamente sono diverse le contestazioni sollevate con il ricorso per “eccesso di potere” in termini di istruttoria, violazione dei principi regolatori in termini ambientali nonché dal punto amministrativo per una strada ritenuta, come aveva già avuto modo di spiegare a IlPescara la portavoce del comitato Fabiana Tenerelli, pericolosa soprattutto per pedoni e ciclisti nonostante il limite di 30 chilometri orari imposto, dannosa per le attività commerciali e dannosa per i residenti vista la riduzione dei parcheggi e l'attivazione del disco orario che rende praticamente impossibile lasciare l'auto a chi lavora e vive in zona senza portare alcun beneficio ai negozi così come sarebbe stato nelle intenzioni dell'amministrazione.

Tutte accuse “infondate” per l'amministrazione, come si ribadisce nella delibera, che continua a difendere il suo operato e che ora lo farà anche nella nuova memoria che arriverà al ministero e quindi al consiglio di Stato.

In questa vicenda, chiarisce Di Tonno, “ci son il privato, c'è il consiglio di Stato e nel mentre c'è il ministero competente che fa le valutazioni da rimettere al consiglio. Consiglio che ora ha chiesto al ministero quei chiarimenti che si sono tradotti nella richiesta al Comune di apposita documentazione che l'avvocatura dell'ente si occuperà di depositare.

“Dipenderà da ciò che scrive il ministero e da eventuali motivi tecnici, ma io credo che entro Natale la decisione potrebbe arrivare”. Tra le contestazioni principali non c'è la variante fatta dall'attuale amministrazione, ma il fatto che “hanno giustificato la variante usando gli stessi documenti della giunta Alessandrini su cui sono andati ad intervenire. Se non andavano bene non si capisce come si possa dire che in forza di quei documenti si fa quella variante. Il riferimento è ad una microsimulazione commissionata dall'ex governo comunale che fa vedere una fotografia con la vecchia viale Marconi e con la nuova solo che lì eran previste tre corsie per la viabilità, due per le auto e una per gli autobus e accanto una pista ciclabile. Questo basterebbe a giustificare le quattro corsie”.

Così non può essere secondo chi oggi contesta la nuova viabilità di viale Marconi. Sarà quindi la decisione del consiglio a mettere o fine alla vicenda qualora si accogliessero le eccezioni dell'amministrazione o, al contrario, a rimettere tutto in gioco e a far riaprire i cantieri qualora la ragione fosse data ai ricorrenti. 

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