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Il segretario regionale dello Snals-Abruzzo, Carlo Frascari

Il segretario regionale dello Snals-Abruzzo, Carlo Frascari

Lo Snals Abruzzo si schiera contro la riapertura delle scuole

Il segretario regionale Frascari sottolinea che “restano i problemi legati al distanziamento, alla mancanza di screening tra chi frequenta, alla difficoltà di organizzare trasporti in sicurezza e all'impossibilità, al momento, di vaccinare le fasce in età scolare”

Il segretario regionale dello Snals-Abruzzo, Carlo Frascari, si schiera contro la riapertura delle scuole, criticando apertamente la scelta di riportare i ragazzi nelle aule a partire da domani, 7 aprile, anche se al 50%. La nota del sindacato cita addirittura la celebre frase pronunciata da papa Pio IX nel 1874 e indirizzata ai cattolici per inviarli a non partecipare alle elezioni politiche del Regno d'Italia: "Non Expedit - Non conviene".

Queste le parole di Frascari:

“Dobbiamo essere chiari: il ritorno a scuola di quasi tutti gli studenti (almeno nelle regioni “arancione”) è un azzardo scientifico e sociale. Se alcuni virologi affermano che la riapertura è un regalo al virus, ci sarà pure un motivo! E quando la scienza non ci fornisce certezze sulla pericolosità di tali scelte, può farlo la nostra ragione. Sappiamo tutti che le condizioni organizzative sulla frequenza degli alunni non sono mutate rispetto a tre o quattro mesi fa, tranne che per l’importante campagna di vaccinazione degli insegnanti che, comunque, va ancora completata”.

Frascari sottolinea che “restano i problemi legati al distanziamento, alla mancanza di screening tra chi frequenta, alla difficoltà di organizzare trasporti in sicurezza e all'impossibilità, al momento, di vaccinare le fasce in età scolare. A questo si aggiunge, come fanno osservare molti epidemiologi, che la variante inglese del virus è molto più contagiosa e, quindi, troverà fertile campo nella movimentazione di milioni di studenti e delle loro famiglie. Nessuno ignora, d’altronde, che continuare con la didattica a distanza è un enorme sacrificio per tutti e un danno psico-didattico per i nostri giovani, che lascerà su di loro una traccia profonda nella dinamica della crescita. Allora è chiaro che si tratta di fare una scelta dolorosa tra preservare la salute, in questo caso soprattutto dei più giovani, e procurare un danno al loro sviluppo”.

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