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In provincia di Pescara mille studenti su 17 mila degli istituti superiori riprendono con la didattica a distanza alternata

A farlo sapere è Antonio Zaffiri, presidente della Provincia che ha fatto il quadro alla vigilia del ritorno in classe Luigi Urbani, direttore del settore tecnico dell'ente e l’architetto Alessandra Berardi, responsabile del servizio di Edilizia scolastica

Sono mille su un totale di 17 mila gli studenti degli istituti superiori della provincia di Pescara che torneranno a scuola domani mattina, giovedì 24 settembre, con la didattica a distanza alternata.
A farlo sapere è Antonio Zaffiri, presidente della Provincia che ha fatto il quadro alla vigilia del ritorno in classe Luigi Urbani, direttore del settore tecnico dell'ente e l’architetto Alessandra Berardi, responsabile del servizio di Edilizia scolastica.

«Ma entro una settimana, quindici giorni al massimo», annuncia Zaffiri, «la Provincia li riporterà in aula, in presenza, grazie al nuovo fondo statale che ci permetterà di prendere immobili in affitto da destinare agli istituti che sono ancora in sofferenza».

Queste le possibili soluzioni, interne o esterne, già state individuate: ad esempio l’istituto Ipsias "Di Marzio-Michetti" in via Arapietra che ha 15 aule disponibili, ne concederà 12 all’istituto Tecnico "Tito Acerbo" e 3 al liceo coreutico MiBe. Per l’Istituto tecnico "Volta" e per il liceo classico "D’Annunzio" stiamo invece valutando altre possibilità e siamo in attesa della valutazione di congruità dei fitti richiesti da parte del Demanio. «Ma entro la prima metà di ottobre vogliamo vedere tutti i nostri ragazzi in classe», aggiunge Zaffiri.

Complessivamente la Provincia ha avuto a disposizione un importo di 755mila euro per eseguire lavori leggeri che sono stati frazionati in 4 lotti, quindi sono quattro le imprese che hanno lavorato rispettando la tempistica. A oggi tutti i liavori sono stati riconsegnati alle scuole e non ci sono cantieri aperti. Le opere realizzate hanno previsto l’abbattimento di tramezzature o l’apertura di vani tra locali contigui per creare aule di dimensioni tali da poter ospitare 25-30 alunni opportunamente distanziati; la sistemazione dei controsoffitti; la realizzazione di pareti mobili per favorire la flessibilità degli spazi; opere di impermeabilizzazione di solai e terrazzi; l’adeguamento di impianti elettrici; la manutenzione straordinaria degli infissi esterni; il ripristino di tutti i servizi igienici; l’adattamento ad aule didattiche, in alcuni casi, di locali originariamente destinati a laboratori, spazi connettivi, sale conferenze e aula magna; il ripristino di laboratori in disuso; la realizzazione di infermerie di primo soccorso Covid; piccole opere di tinteggiatura o sistemazione di pavimenti; e la manutenzione straordinaria degli spazi esterni per l’attività sportiva, visto che molte palestre non hanno spazi sufficienti a garantire attività con il distanziamento richiesto.

«Ma non è finita qui», aggiunge Zaffiri, «perché una settimana fa il Governo ci ha ammesso al finanziamento di circa 600mila euro per poter prendere in affitto degli spazi da destinare all’attività didattica. Oggi sappiamo che ci sono ancora alcune scuole che stanno soffrendo per l’assenza di aule, come i cinque licei della città, i due scientifici "Galilei" e "Da Vinci", il classico "D’Annunzio", il liceo Marconi e il liceo coreutico-artistico "MiBe", ma anche l'istituto "Acerbo" e l’istituto "Volta", dove c’è una percentuale, seppur minima, di studenti che dovranno cominciare l’anno scolastico con la didattica mista, dunque in parte a distanza e in parte in presenza». 

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