Lunedì, 14 Giugno 2021
Attualità Pineta Dannunziana

La replica al sindaco Masci di Odoardi e Damiani sulla riserva dannunziana e la strada pendolo: "Nessuna responsabilità"

Giovanni Damiani e Giancarlo Odoardi replicano alle dichiarazioni fatte dal sindaco Masci in merito al progetto che prevede la realizzazione del tratto finale della strada pendolo all'interno della riserva dannunziana

Giovanni Damiani e Giancarlo Odoardi intervengono per replicare alle dichiarazioni fatte dal sindaco Masci in merito al progetto di allargamento di via Pantini e sul completamento della strada pendolo. Al centro del dibattito, lo ricordiamo, l'abbattimento di 58 alberi per realizzare il nuovo tracciato stradale che passerebbe all'interno del tratto finale della riserva dannunziana. Masci aveva dichiarato che chi oggi attacca l'amministrazione comunale di centrodestra, fra cui Damiani e Odoardi, avrebbero redatto il piano di assetto naturalistico durante la giunta D'Angelo, in qualità di dirigente e coordinatore nel quale era inserito il progetto del tratto finale della strada pendolo.

Damiani e Odoardi smentiscono questa affermazione, sostenendo  che non risponde a verità che il tracciato stradale che prevede l’abbattimento di una fascia arborea all’interno della riserva regionale pineta dannunziana sia stato previsto nel Pan elaborato nel 2009, con il coordinamento di Giovanni Damiani assistito da Giancarlo Odoardi.

Lo stesso Pan 2009 non sarebbe mai stato approvato e in 12 anni non vi sono state altre occasioni per essere coinvolti nell'approvazione del Pan ripreso dopo il 2009 e approvato dall'assessore Marchegiani della giunta Alessandrini

"Il tracciato della deviazione della statale 16, contemplato nel Pan redatto nel 2009 (e non della strada-pendolo attuale), era previsto sull’attuale via Pantini, ampliata verso la collina, senza sacrificio della fascia arborea di cui oggi è previsto l’abbattimento.

Di detto intervento si fa cenno all’art. 5 (Nuova viabilità) delle NTA della bozza del 2009, che si riporta in allegato, dove tra l’altro si fa un lungo elenco di assi viari da dismettere per essere ricondotti a viabilità interna e secondaria e di fruizione controllata."

Nel periodo 2008/2009 aggiungono Odoardi e Damiani, ci fu un accurato sopralluogo assieme all'architetto Pescara dirigente del Comune, e con i tecnici comunali, valutando l’ipotesi di abbattere non più di 7 alberi, peraltro di poco o nullo pregio:

"Il Pan redatto nel 2009 prevedeva che il tracciato si sviluppasse fuori dal confine della riserva; la strada-pendolo di oggi, viceversa, è assolutamente dentro il perimetro della riserva in contrasto con la relativa legge istitutiva e lo stesso Pan ora vigente, e per giunta in zona classificata come di massima protezione.

Non risponde a verità, come affermato in un proprio post sulla pagina Facebook, che si tratti solo di "arbusti, rovi e frasche”: si è invece in presenza di una “fascia boscata” adulta, composta da un’intera comunità di alberi autoctoni, rigogliosi e tutelati dalla legge. Unico arbusto presente è un esemplare di Mirto, tolto il quale la fascia boscata richiamata è senza né rovi né frasche."

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