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Raddoppio ferrovia Roma - Pescara, primo tavolo a Scafa aperto ad espropriandi e frontisti

L'incontro si è tenuto nell'ambito del dibattito Pubblico sul raddoppio della ferrovia Roma-Pescara nel palazzo comunale di Scafa

Primo tavolo tecnico oggi 30 marzo aperto ai cittadini che dovrebbero essere oggetto di esproprio o frontisti per il progetto del raddoppio ferroviario della linea Roma - Pescara. L'incontro si è tenuto nel municipio di Scafa e puntava ad approfondire il tema degli indennizzi che spetteranno agli abitanti che si trovano sul tracciato di Rfi del nuovo binario necessario per l'alta velocità.

Alla presenza del sindaco Maurizio Giancola, il vicecoordinatore del dibattito pubblico ha accolto il referente di progetto di Rfi Andrea Borgia, diversi tecnici Rfi, quasi trenta cittadini del comune di Scafa in rappresentanza di 12 immobili in oggetto di esproprio, un cittadino frontista e 4 frontisti soggetti anche a esproprio. Proprio i cittadini e gli amministratori locali avevano chiesot di istituire un confrtono specifico dedicato a questo delicato tema e a quello delle barriere antirumore, dopo l'incontro avvenuto il 17 marzo scorso.

Nel corso dell'incontro  i tecnici Italferr hanno fornito risposte puntuali e chiarito i tempi della procedura e le modalità tramite cui verranno calcolati gli indennizzi. In alcuni casi, si sono individuate anche possibili variazioni al quadro progettuale. In chiusura, il Sindaco di Scafa ha ricordato la possibilità di inviare osservazioni tramite lo strumento dei quaderni degli attori tramite il sito del dibattito.

I prossimi incontri si terranno domani giovedì 31 marzo: dalle 10 alle 12 al Municipio di Alanno, dalle 12.30 alle 15 a Interporto nell'Edificio spedizionieri - sala verde - secondo piano, per Manoppello, e infine dalle 16 alle 18 nella Sala Comunale presso il Casone, a Chieti. Ricordiamo che le amministrazioni comunali dei territori coinvolti e i comitati cittadini intercomunali fin dalla presentazione del progetto di Rfi hanno espresso contrarietà proponendo, come nel caso del Comune di Manoppello, un progetto alternativo che non vada ad impattare in modo gravoso sui centri abitati limitrofi alla ferrovia.

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