La protesta dei professionisti delle Scienze Motorie: "Tolto il diritto alla salute delle persone" [FOTO]

Questa volta l'hanno fatto in piazza Unione di fronte alla sede della Regione Abruzzo dove hanno anche esposto uno striscione

Sono senza lavoro e senza indennizzi e ormai da marzo scorso con un futuro sempre più incerto. 
Per questo motivo i professionisti delle Scienze Motorie hanno manifestato nuovamente per protestare contro il Dpcm del governo.

Questa volta l'hanno fatto in piazza Unione di fronte alla sede della Regione Abruzzo dove hanno anche esposto uno striscione.

Viene chiesta l'istituzione di tutela e di un reddito di emergenza per periodi come questi nei quali si è impossibilitati a lavorare. Viene lamentata la chiusura di luoghi nei quali venivano svolte attività motorie ed esercizi utili alla salute. Il governo, secondo i dimostranti, ha tolto il diritto alla salute dei cittadini visto che si fa prevenzione attraverso l'esercizio fisico.

«Il periodo che stiamo vivendo da mesi e le nuove restrizioni introdotte dai più recenti Dpcm hanno ulteriormente messo in difficoltà, per non dire in ginocchio, una intera categoria che troppo spesso viene relegata ad ultima ruota del carro nel panorama delle professioni sull'intero territorio nazionale», si legge in una nota, «i laureati in Scienze Motorie decidono di scendere in piazza, per difendere a spada tratta i (pochi) diritti riconosciuti e chiedere a gran voce l'introduzione di nuove tutele al fine soprattutto di valorizzare le possibilità di intervento per la prevenzione primaria, secondaria e terziaria, attraverso la somministrazione di esercizio fisico e di attività motorie per tutti, comprese quelle adattate a soggetti con disabilità permanente o momentanea. È stato dimostrato da studi scientifici che l’attività fisica sia una vera e propria medicina che interviene sia sul fisico e sia sulla psiche, infatti questi interventi rientrano nell’area d’intervento F (al punto F5) dei nuovi Lea pubblicati nel 2017».

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