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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Si alza la protesta degli infermieri abruzzesi: "Dalla Regione nessun rispetto per la nostra salute e la nostra professionalità"

I quattro ordini delle professioni infermieristiche abruzzesi chiedono un incontro urgente con la Regione per il problema della mancanza di dpi e per la questione degli Usca

Un incontro urgente con la Regione per discutere di due questioni fondamentali riguardanti le professioni infermieristiche in Abruzzo che, secondo i quattro ordini professionali provinciali, non avrebbero ricevuto la giusta tutela e la giusta considerazione nell'emergenza Coronavirus.

I quattro ordini, che contano circa 12 mila iscritti, puntano il dito innanzitutto sulla questione della mancanza di dispositivi di protezione personale, messi a disposizione in quantità scarse, e spesso non adatti e di scarsa qualità. Inoltre manca completamente la fornitura di copricapo integrali in tnt impermeabili, i camici non hanno uno schermo di protezione lungo le braccia e le tute, in alcuni casi, non sono a norma. L'insufficienza di dpi, spiegano gli ordini degli infermieri, porta anche a non prevede un cambio durante il turno di lavoro, trattenendo anche i bisogni per oltre 8 ore.

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Ad oggi, il ruolo della professione infermieristica è considerato quale mero esecutore, nessuna condivisione e/o partecipazione ad attività direttive o di programmazione a livello regionale è stata prevista. Unico progetto orientato sul territorio e che diffidiamo è quello delle Usca.

È’ di tutta evidenza che, così articolata e declinata la previsione di un “collaboratore del medico”, la figura professionale dell’infermiere non solo viene ingiustificatamente e immotivatamente individuata come “collaboratore”, e dunque non considerando la sua autonomia professionale quale “responsabile dell’assistenza”, ma, soprattutto, viene creata, in maniera del tutto illegittima e arbitraria, una sorta di incomprensibile equivalenza di funzioni tra infermiere, oss e autista

Infine, spiegano gli infermieri, non è comprensibile la scelta di fornire un infermiere al medico Usca in quanto la sua utilità è dubbia, a differenza dell'autista del mezzo.

Si invita e diffida la Giunta regionale a voler modificare, in parte qua, e per le ragioni suesposte, l’ordinanza del presidente della Giunta Regionale laddove dispone che le Aziende forniscano alle Usca un'auto aziendale e ove possibile, un collaboratore: infermiere/oss/autista, in maniera indistinta e indifferente, e di affidare all’infermiere le attività di triage.

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