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Sit-in di protesta per la presentazione del libro "Il mondo al contrario" del generale Vannacci, la replica di D'Incecco (Lega)

L'appuntamento è il 13 ottobre alle 18 nella sala consiliare con in piazza Italia: in piazza ci sarà la protesta delle associazioni e dei sindacati guidati dal Collettivo zona fucsia che criticano evento e luogo. A organizzarlo da privato cittadino è stato Vincenzo D'Incecco che da parte sua trova incomprensibile il clamore e difende la libertà di espressione

Un libro tanto venduto quanto criticato quello del generale dell'esercito Roberto Vannacci che “Il mondo a contrario” lo presenterà anche a Pescara il 13 ottobre e il pomeriggio di venerdì si preannuncia teso: davanti a Palazzo di città ci sarà infatti la manifestazione di associazioni e sindacati. 

A far discutere anche il luogo dove si terrà la presentazione e cioè la sala consiliare del Comune. Da una parte il capogruppo regionale della Lega Vincenzo D'Incecco che, ribadisce, da privato cittadino ha pagato la prenotazione dell'aula perché i temi del libro che hanno scatenato un'infinità di polemiche siano democraticamente discussi, dall'altra le associazioni che al contrario proprio un attacco alla democrazia vedono nelle sue parole. Dalla comunità Lgbqt+, all'immigrazione e fino all'ambiente e il femminismo le sue parole non hanno lasciato indifferenti sollevando un vero e proprio polverone che ha spinto l'esercito a destituirlo dal comando dell'Istituto geografico militare.

Il fenomeno è esploso, questo è certo. D'Incecco spiega come se su alcuni contenuti specifici può non essere d'accordo, lo è in quella che è la visione del "mondo al contrario" di cui il generale parla. Incomprensibile per lui il polverone scatenatosi attorno a un libro in cui si esprimono semplicemente opinioni e idee che come qualunque idea od opinione non deve essere necessariamente condivisa. La libertà di parola, aggiunge, è inviolabile e visto che quello di Vannacci è un libro da record di vendite, per lui è più assurdo ignorarlo e non dibattere dei temi che evidentemente interessano tanti piuttosto che il contrario. Per chi invece sarà in piazza Italia il 13 ottobre dalle 17.30 non si tratterebbe di semplici opinioni, ma di parole che minano i principi costituzionali e che dunque vanno contro il concetto di democrazia. 

“Penso che sia utile portare questo libero in città e tenere una presentazione. Non è né la Bibbia né il Vangelo. Parla di diverse questione, di costume e di dove sta andando una società ed è primo nelle vendite. Mi pare normale che giri l'Italia per essere presentato”, afferma D'Incecco che sull'annuncio della protesta aggiunge: “non mi stupisce più nulla, neanche che in un Paese considerato 'democratico' ci sia la necessità di fare proteste. Mi fa sorridere dato che ci sono ex brigatisti che scrivono libri e portano le loro idee in giro per il Paese. Non capisco perché altre non possano circolare e non se ne possa dibattere”.

Espressioni come “Cari omosessuali, non siete normali” o ancora “Paola Egonu, i suoi tratti non rappresentano l’italianità” o le critiche alle femministe che si oppongono, scrive il generale, al ruolo della donna come madre, sono alcune di quelle che per chi sarà in piazza Italia a protestare minerebbero i valori costituzionali. Ad organizzare la protesta è il Collettivo Zona Fucsia che si appella a tutte le associazioni, i sindacati e i partiti che hanno aderito alla richiesta avanzata per chiedere l'annullamento della presentazione che si terrà il giorno dopo a Canosa Sannita (Ch) (30 sigle) di esserci al sit-in organizzato a Pescara il 13 ottobre. Per loro le idee espresse da Vannacci sono l'espressione “del peggior populismo e qualunquismo del nostro Paese. Il suo lavoro, oltre a contenere un numero ampio di refusi ed errori grammaticali, è veicolo dei più violenti e futili stereotipi, nocivi per una società progressista e che aspira a garantire i diritti per tutte e per tutti”.

Da parte sua il generale ha parlato di espressioni estrapolate e strumentalizzate.

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