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Martedì, 24 Maggio 2022
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Scuola, Proterra: "Il diritto all’istruzione vede la sua esistenza lesa da un paternalismo liberista"

Il consigliere tutor della consulta provinciale degli studenti di Pescara interviene in difesa di "un principio cardine della nostra umanità, l’indipendenza della cultura"

Federico Proterra, consigliere tutor della consulta provinciale degli studenti di Pescara, interviene in difesa di "un principio cardine della nostra umanità, l’indipendenza della cultura". E spiega: "Nel substrato culturale la cultura, l’istruzione, la volontà di mutare lo status quo è sempre più forte. Il diritto all’istruzione, scalfito nel maestoso articolo 34 della Costituzione, vede la sua esistenza lesa da un paternalismo borghese e liberista basato sulla logica della massimizzazione del profitto. Si nota questa subordinazione della fondamentale presenza di questo diritto nella irrilevanza ed assenza nei manuali di diritto costituzionale sui quali i futuri giuristi studiano. Perchè i manuali non fanno neanche un minimo accenno a questo messaggio lasciato dai nostri costituenti? Si pone sempre l’accezione sull’art. 21, ove l’incipit recita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Vi è libertà di manifestazione quando non c’è centralità dell’istruzione e quindi della formazione umana e sociale dell’essere umano?".

Eppure, rimarca Proterra, "i nostri padri costituenti, reduci da uno dei capitoli più bui della storia patria, hanno voluto porre con forza l’articolo 34, legato appositamente al 33 in cui "l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". Nella carta costituzionale precedente il vocabolo “istruzione” era presente nello Statuto Albertino all’articolo 33 punto 19, ma per indicare chi avesse il diritto ad essere nominato senatore. Eppur l’importanza della cultura e dell’istruzione è sempre più sentita dagli studenti e dalle studentesse che scendono in piazza. Si scende in piazza per chiedere allo Stato di avere la possibilità di essere istruiti al meglio, in sicurezza per essere cittadini".

Perché, si chiede Proterra, "per ricostruire o ristrutturare le scuole passano tanti, tantissimi anzi troppi anni? La scuola deve essere, anzi tornare ad essere un tempio della cultura, come nell’antica grecia in filosofia noi studiamo. Scuola, dal greco σχολ?, che non significava imparare per svolgere compiti per, poi, conseguire un buon voto ma tempo libero, perché deve essere un diletto della mente approcciarsi alla cultura per essere consapevole del mondo circostante. Un giorno la mia docente di filosofia del liceo mi disse che le discipline scientifiche ci insegnano ad essere esseri viventi e quelle umanistiche ad essere uomini. La guerra che è in atto in Ucraina fa vedere l’aspetto animalesco, quello del homo homini lupus. Da studente universitario, ma ancor prima da cittadino chiedo ai politici di ascoltare noi giovani, di investire al massimo nella scuola e nell’università. Insegnateci ad uscire dalla logica del homo homini lupus della guerra per arrivare all'homo homini deus grazie alla cultura della democrazia e della libertà che solo i docenti possono insegnarci".

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