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Marsilio sui profughi ucraini che chiedono di restare: "Li capisco, ma non è la Regione che decide"

Così il presidente alla trasmissione radiofonica Rai Menabò sottolineando che tutto è in capo alla protezione civile e dicendosi certo che la sistemazione è anche migliore rispetto ad un albergo e una battuta la rilascia anche sugli immigrati africani

“Sta parlando con la persona che ha accolto queste persone. Li capisco e sono d'accordo con loro per il fatto che vogliano restare in Abruzzo, ma non è la Regione che decide la distribuzione dei richiedenti asilo e dei profughi di guerra. E' il dipartimento nazionale della protezione civile che ha fatto una valutazione economica perché l'assistenza negli alberghi costa il doppio rispetto al normale circuito”.

Così il presidente della Regione Marco Marsilio alla trasmissione Menabò di Rai Radio 1 che lo ha interpellato a seguito della richiesta dei 100 ucraini attualmente ospiti all'hotel Excelsior di Montesilvano che hanno chiesto di poter restare soprattutto per i più piccoli che hanno iniziato ad andare a scuola e trovato nuovi amici, ovvero trovato una dimensione di normalità.

Per “normale circuito” si intendono i centri di accoglienza e Marsilio sottolinea come l'Abruzzo e in questo caso il nostro territorio, li abbia accolti negli alberghi proprio perché “un circuito di assistenza capace di assorbire questo importante afflusso di profughi arrivato in poche settimane non c'è”. Alla luce di quanto avvenuto nel teramano con alcuni ucraini sono tornati indietro perché nelle strutture della Campania dove erano stati mandati sarebbero risultate scarse le condizioni igienico-sanitarie a seguito di accertamenti aggiunge che se così è davvero vuol dire che chi ha presentato domanda per accoglierli non aveva le carte in regola per farlo ma che di norma si tratta di strutture “adeguate sotto il profilo igienico-sanitario e quello degli spazi, persino migliori di una stanza d'albergo dove non c'è neanche una cucina: non è un vero appartamento”. Chiaro che, precisa, qualora le sistemazioni non fossero adeguate le stesse andrebbero riviste.

Difficile, anzi impossibile che possano dunque rimanere perché “una rete di edifici pubblici inutilizzati non l'abbiamo, ci si deve per forza rivolgere al privato sociale” quello cioè che ha presentato domanda all'avviso della protezione civile e che è tutto di fuori regione.

A Marsilio è stato anche chiesto, alla luce del fatto che gli ucraini si sono ben inseriti nel tessuto sociale, se sul territorio della regione che rappresenta non vi sia un pregiudizio quando invece si parla di migranti africani e anche in questo caso la risposta è stata chiara: “nessuno ha mai contestato o polemizzato quando si tratta di aprire il cuore, le braccia e le nostre case a chi fugge da una guerra. Più che di pregiudizio parlerei di un giudizio rispetto ai fatti. Dall'Ucraina sono arrivati bambini, donne e anziani che visibilmente erano sotto bombardamento. Diverso è il migrante economico: arrivano tutti giovani di 20-30 anni in età da lavoro che non sono esattamente quelli che scappano dalla guerra. I cittadini vedono la differenza e si comportano di conseguenza”.

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