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Processo Rigopiano, Tanda (Comitato Familiari Vittime): "Confinati, mi è stato impedito di parlare con l'avvocato"

A dirlo è Gianluca Tanda del comitato familiari vittime di Rigopiano presente oggi, venerdì 18 settembre, nel tribunale di Pescara per l'udienza preliminare del processo sul disastro dell'hotel di Farindola che provocò 29 vittime

«Siamo stati confinati e quando ho provato a parlare con l'avvocato mi è stato impedito».
A dirlo è Gianluca Tanda del comitato familiari vittime di Rigopiano presente oggi, venerdì 18 settembre, nel tribunale di Pescara per l'udienza preliminare del processo sul disastro dell'hotel di Farindola che provocò 29 vittime.

A riferirlo è l'Adnkronos, che parla di caos nel cortile del palazzo di giustizia, al quale Tanda ha spiegato quanto accaduto mentre l'udienza era sospesa fino alle ore 15.

Tanda sarebbe infatti stato bloccato da un ispettore della Squadra Mobile in servizio nel foro abruzzese mentre provava a raggiungere il suo avvocato: «Sono uscito dall'aula dove ci hanno confinato, da solo per rispettare il distanziamento, per chiedere al nostro avvocato a nome degli altri familiari, di trovare un modo per scongiurare un eventuale nuovo rinvio, vista la sospensione e l'impossibilità di molti di essere presenti il pomeriggio. Mi è stato impedito di girare liberamente nel tribunale, perchè dovevo restare nell'aula dove siamo stati confinati. Con questo modo di svolgere l'udienza la trattativa sta diventando unilaterale». 

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