Protesta davanti al Coni dei tutor di educazione motoria della scuola primaria

Questa la richiesta dei tutor di educazione motoria della scuola primaria che hanno manifestato con un presidio davanti al Coni di Pescara in via Botticelli

Più tutele e meno precariato per il benessere dei bambini e delle bambine a scuola.
Questa la richiesta dei tutor di educazione motoria della scuola primaria che hanno manifestato con un presidio davanti al Coni di Pescara in via Botticelli.

A protestare sono i professionisti delle Scienze Motorie, tutor nelle scuole primarie in Abruzzo per i progetti “Sport di classe” e “Sport in movimento”, 2 progetti che permettono ai bambini di quarta e quinta, prima e seconda elementare di svolgere meno di 1 ora a settimana di educazione motoria a scuola. L’insegnamento di “Educazione fisica” come materia curriculare è prevista solo nelle scuole secondarie (medie e superiori).

«Siamo circa 300 laureati nelle classi magistrali di Scienze motorie e diplomati Isef coinvolti nei due progetti “Sport di classe” promosso dal Miur e da Sport e salute S.p.a. (Coni) e “Sport in Movimento” promosso da Regione Abruzzo e Coni», spiegano, «con la pandemia Covid-19 e la chiusura delle scuole i progetti sono stati bloccati, come i pagamenti delle ore già svolte per il progetto “Scuole in movimento”. Una situazione già precaria prima del virus, diventata ancora più incerta. A oggi il progetto “Sport di classe” è rivolto solo alle classi quarte e quinte, il progetto inizia con l’anno scolastico già in corsa a dicembre per un totale di appena 22 ore frontali, meno di un’ora a settimana. Da dieci anni i tutor hanno un “contratto sportivo”, a prestazione, con pochissime tutele, la paga oraria è di 15 euro, il pagamento normalmente avviene in due tranche, il 20 per cento ad aprile e l'80 a ottobre (mesi dopo il termine delle lezioni), senza il riconoscimento della malattia e senza contributi. Siamo laureati e professionisti delle scienze motorie chiediamo di essere trattati con maggiore dignità».

Lo scopo del presidio in via Botticelli è quello di mettere in evidenza tutte le problematiche relative al lavoro nelle scuole primarie di questi professionisti. La delegazione è stata ricevuta e ha potuto illustrare le proprie richieste.

«Come altri comitati di tutor in Italia chiediamo sin da subito un tavolo di trattativa con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli e il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, e la Regione Abruzzo per riconoscere le nostre richieste».

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Questo quanto chiedono:

  • un contratto più equo; 
  • estensione del progetto a tutte le classi della scuola primaria dalla prima alla quinta; 
  • inizio del progetto a settembre (non ad anno in corso);
  • conclusione al termine anno scolastico; 
  • aumento a due ore settimanali per classe;
  • riconoscimento delle ore di lavoro come punteggio per le graduatorie; 
  • riconoscimento della malattia retribuita e dei contributi; 
  • aumento della tariffa oraria;
  • riconoscimento nella scuola primaria come già accade nella scuola secondaria delle ore curriculari di educazione motoria e della classe di concorso per l’insegnamento.

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