Domenica, 14 Luglio 2024
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"Sott' a la capanna", 'Nduccio presenta i suoi vini [FOTO]

Si chiamano "Sott' a la capanna" i vini agricoli di 'Nduccio prodotti dalla bio cantina Orsogna. La presentazione di questa nuova linea enologica si è tenuta oggi a Pescara

Si chiamano "Sott' a la capanna", come una sua celebre canzone, i vini agricoli di 'Nduccio prodotti dalla bio cantina Orsogna. La presentazione della nuova linea enologica si è tenuta oggi a Pescara, e la scelta di questa giornata non è stata casuale: "Perché si festeggia San Gabriele e perché è il compleanno di Camillo Zulli, direttore di Cantina Orsogna", ha esordito 'Nduccio.

Che poi ha spiegato: "Io vengo dall'agricoltura e sono figlio di un coltivatore diretto. Per anni il palco mi ha trascinato altrove, ma ho sempre voluto tornare alla campagna e ho cercato qualcuno in grado di riprodurre un vino simile a quello che faceva mio padre, cioè un vino che non aveva bisogno di lieviti perché già l'uva li aveva in sé". Tra l'altro le radici di 'Nduccio affondano nella frazione di San Silvestro, riconducendoci a una realtà agricola tutta da riscoprire.

"La bio cantina di Orsogna produce un vino senza solfiti e senza lieviti, che non fa male", ha aggiunto il comico pescarese. "Non c'è chimica. Questo è un vino che ha rispetto del cielo e della terra che si coltiva. Ritengo molto bello questo voler tornare indietro per salvare la nostra terra e l'attività di chi vive con l'agricoltura. L'abbiamo chiamato "Sott a la capanna" perché cercavamo una sintesi che descrivesse questo vino agricolo".

Presentazione del vino "Sott'a la capanna"

Camillo Zulli ha invece affermato che "io e 'Nduccio ci siamo conosciuti grazie a un amico comune, che era Goran Kuzminac. Inizialmente c'era un progetto sul Montonico e, più in generale, sul vino del Teramano, poi però abbiamo deciso di concentrarci su altro. Il punto di riferimento è il vino di una volta con il tappo di ceramica, ogni bottiglia è montata a mano". 'Nduccio sottolinea che "è una soluzione molto pratica. Quando finisci di bere chiudi il tappo e riponi la bottiglia in frigo".

Riprende la parola Zulli: "Proponiamo una bevuta conviviale con il bicchiere di una volta, quello da cantina. Nella nostra azienda il 45% delle superfici aziendali è coltivato in biodinamica. Siamo la più grande comunità biodinamica italiana. Il biologico non prevede l'uso di trattamenti, mentre la biodinamica prevede di mantenere il suolo fertile, e noi lo facciamo con letame, sovescio, pascolamento nel vigneto e semina di sostanze organiche, compresa la vinaccia. Vogliamo riportare nel suolo tutto quello che produciamo".

Ciò vuol dire, quindi, un grande rispetto dell'ambiente, con un percorso che guarda agli anni Cinquanta ma è al tempo stesso contemporaneo per le sfide di oggi. Alla fine, il faro di riferimento resta comunque l'impostazione glocal, cioè diffusione globale e appropriazione locale. All'incontro odierno hanno partecipato anche il senatore del Pd Luciano D'Alfonso, l'ex presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, il presidente della bio cantina Orsogna Giuseppe Micozzi e l'attrice Franca Minnucci. Tutti uniti nel sostenere l'importanza di un ritorno alle origini, pur nel rispetto di quelle che sono oggi le moderne esigenze del consumatore.

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