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Premio Borsellino, il Generale Angiolo Pellegrini: "La mafia vince se non si è liberi"

Il collaboratore di Falcone, comandante della Sezione Antimafia di Palermo dal 1981 al 1985, è intervenuto per l'apertura del Premio Borsellino all'Istituto alberghiero di Pescara

Giornata importante e ricca di emozioni quella di oggi 17 ottobre in occasione dell'apertura del Premio Borsellino, per gli studenti dell'Istituto Alberghiero di Pescara che hanno ascoltato le parole del Generale dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, comandante della Sezione Antimafia di Palermo dal 1981 al 1985e stretto collaboratore di Falcone e Borsellino, che ha presentato il suo libro dedicato proprio agli anni in cui ha combattuto la mafia al fianco di Falcone.

Presenti, fra gli altri, la dirigente scolastica dell'istituto Alessandra Di Pietro, il sindaco Masci, il vicepresidente del consiglio regionale Pettinari e il procuratore di Pescara Anna Rita Mantini, oltre all'ex sindaco Alessandrini.

Ad aprire la giornata il docente ed attore Oliva che ha recitato alcuni passi tratti proprio dal libro di Pellegrini, per poi intervenire la dirigente Di Pietro che ha evidenziato come il Premio Borsellino vivrà il sio momento clou sabato 26 ottobre, aggiungendo che è fondamentale trasmettere alle nuove generazioni i valori della legalità e della libertà.

Il sindaco Masci:

Nella nostra memoria è indelebile il ricordo di Borsellino, ma soprattutto la consapevolezza di cosa c’era dietro quella
figura di magistrato, ovvero l’umanità, il coraggio, il legame con la famiglia, pensiamo che Borsellino è morto mentre andava a trovare la mamma una domenica a pranzo. Ma se la mafia ha ucciso i due magistrati, non ha ucciso le loro idee che devono continuare a camminare sulle gambe dei nostri ragazzi attraverso il rispetto della legge, ma anche del territorio, del nostro vicino, della comunità

Il Generale Pellegrini ha raccontato come Falcone sia stato sconfitto dopo che era stato lasciato solo, ed a quel punto la mafia dopo le condanne del maxi processo ha deciso di vendicarsi, ricca di denaro e di potere acquisiti negli anni '80 grazie al racket delle estorsioni, agli appalti ed ai traffici di droga:

Siate orgogliosi della vostra libertà e non abbassate mai la guardia, perché la mafia c’è ancora, oggi è trasparente, invisibile, ha interesse che se ne parli sempre meno e intanto continua a operare, è quella che succhia il potere economico in tutte le regioni, non regala niente a nessuno e proprio perché è invisibile è più forte. Qualcuno, però, non ci ha voluto far vincere la guerra alla Mafia e lo ha fatto lasciando solo Falcone

Il procuratore Mantini ha raccontato come anche in Abruzzo ci siano diramazioni marginali della mafia e dei sistemi mafiosi:

"Scoperto negli anni dell’attività investigativa a San Salvo, dove si facevano saltare i cantieri con ordigni rudimentali per la guerra del calcestruzzo. E la scorta colpisce tutto il mondo degli affetti, la famiglia, mio figlio se ne vergognava. Nessun territorio può dirsi indenne dalla mafia, Abruzzo compreso, e oggi il settore professionale più a rischio d’infiltrazione mafiosa è l’impresa del turismo e alberghiera dov’è più difficile il controllo, e poi i rifiuti, l’ambiente. La mafia nasce dove lo Stato è manchevole nel riequilibrare le diversità economiche e sociali”

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