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Venerdì, 24 Maggio 2024
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A Popoli chiude "Il Libraio di Notte", la libreria aperta fino a mezzanotte che animava il centro storico

Il titolare, Paolo Fiorucci, ha deciso di abbassare definitivamente la serranda lo scorso 6 settembre dopo quattro anni di attività durante i quali ha organizzato anche eventi ed iniziative culturali

Popoli perde un presidio di cultura nel centro storico. Dal 6 settembre scorso, infatti, ha chiuso i battenti la libreria "Libraio di Notte", come ha annunciato lo stesso titolare Paolo Fiorucci. L'attività, aperta nel 2018, era molto conosciuta in paese e nella zona anche per aver proposto un orario di apertura insolito: la libreria infatti era aperta solamente durante le ore serali, dalle 21 fino a mezzanotte ed in alcune occasioni nel pomeriggio.

Fiorucci, 38enne appassionato di poesia ed ex portiere d'albergo, aveva aperto la libreria e la sua difficile scommessa di riuscire ad ottenere un buon riscontro di clienti ed appassionati nel centro storico era stata vinta. "Il Libraio di Notte", infatti, era diventato un punto di riferimento che richiamava appassionati da tutto l'Abruzzo e non solo, attratti dalla possibilità di poter leggere ed acquistare libri, fare due chiacchiere e scambiare opinioni anche a tarda sera, in controtendenza con il mercato attuale della lettura che ormai è stato letteralmente colonizzato dalle vendite online da parte dei grandi colossi del web con i famosi ebook e libri digitali.

Già nel mese di agosto il 38enne sui social aveva annunciato l'intenzione di chiudere i battenti:

"Avevo cominciato l’avventura, ormai più di quattro anni fa, con una mia foto davanti alla libreria e come didascalia una frase di George Harrison: “nella vita puoi diventare quello che vuoi”. Chiudo questo cerchio, prima che se ne riapra un altro, citando sempre il mio Beatle preferito: “tutte le cose devono andare avanti. Sono cambiate tantissime cose dal 2018 a oggi, nel mondo, nella libreria e in me. E chi mi conosce bene non si stupirà affatto della notizia, perché la mia bottega in centro storico, come me, non è mai stata ferma, ma ha ospitato un continuo teatro di trasformazione, certe volte impercettibile. Però quando il mutamento delle cose è minimo, non ce ne accorgiamo. Dovremmo essere più attenti, avere più cura, e non dimenticarci di cosa consideriamo valore. All’entrata della libreria Langella di Napoli campeggia una scritta che dice così: “Le piccole librerie e i negozi vanno curati quando sono aperti, non commemorati quando chiudono”.

Subito dopo l'annuncio centinaia di messaggi di solidarietà sono arrivati a Fiorucci da parte di clienti e cittadini di Popoli, che hanno affollato la sua libreria per acquistare gli ultimi volumi in vendita mostrando una solidarietà che ha commosso ma anche in parte amareggiato lo stesso titolare:

"Negli ultimi venti giorni, dall'annuncio di cessazione attività in poi, mi sono preso una libertà preziosa, sempre più rara di questi tempi: la libertà del silenzio. E assieme a quella libertà mi sono preso tutto l'affetto di chi ha accompagnato quest'avventura dall'inizio a oggi, di chi c'è stato davvero nella vita della bottega e nella mia vita, perché Il Libraio di Notte per me non è mai stato soltanto un negozio, ma per quattro anni è coinciso con la mia esistenza. Ho vissuto la libreria con lo stesso impegno che ci si mette a vivere, e a ripensare alle numerose visite di queste settimane, agli occhi lucidi dei clienti ormai amici, agli abbracci, agli aperitivi e ai "mancherai tantissimo", sembra che qualche seme di questo libraio matto, più poeta che commerciante, sia germogliato in fiore. C'è qualcosa che conta più di questo? Io dico di no".

Fiorucci però ha fatto sapere che le attività culturali e le iniziative lanciate con "Il Libraio di Notte" proseguiranno, e forse un giorno potrebbe tornare a vendere libri in qualche altra forma oltre che sul web:

"Il Libraio di Notte continua, perché continuano gli eventi, continua il progetto del Borgo del Libro, continua la vendita online grazie all’apertura di uno studio bibliografico, continua il mio diario da libraio di frontiera sulle pagine social e, chissà, per quanto riguarda una libreria, citando Califano, non escludo il ritorno. Magari in una forma che somigli di più al mio lavoro negli ultimi due anni, itinerante nei paesi dell’entroterra, con un mezzo che all’occorrenza diventi anche libreria".

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