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Pineta Dannunziana, dubbi e domande degli ambientalisti sugli interventi del Comune

L'associazione Italia Nostra interviene in merito alla questione degli interventi eseguiti nella Pineta Dannunziana dove saranno abbattuti 170 alberi a fronte di circa 1.000 esemplari ripantumati

L'associazione ambientalista Italia Nostra interviene in merito alla situazione della Pineta Dannunziana, dopo l'annuncio da parte del Comune dell'imminente riapertura al pubblico, dopo mesi di chiusura dovuti a controlli ed interventi sugli alberi considerati a rischio. Ricordiamo che saranno abbattuti circa 170 esemplari a fronte di una ripiantumazione di circa 1.000 esemplari.

Italia Nostra plaude alla piantumazione decisa dall'amministrazione comunale, anche se viene considerato solo un primo passo al quale dovranno seguire altre piantumazioni di alberi. L'associazione, invece, attacca il Comune per il metodo utilizzato per l'analisi degli alberi su cui intervenire, criticando la mancanza di concertazione e dialogo con i cittadini. Dubbi anche sulle prove di staticità condotte dal dott. Rocco Sgherzi in quanto per un'area complessa come una riserva naturale andavano eseguite operazioni più complesse e con una multidisciplinarietà. Anche su questo l'amministrazione comunale viene criticata per considerare l'area come una specie di parco pubblico e non come area protetta con tutte le conseguenze del caso.

"Italia Nostra con altre associazioni, che includono la presenza di biologi, naturalisti, forestali, botanici accademici, ecologi, urbanisti, avvocati ecc., da anni offrono al Comune, gratuitamente, la disponibilità a collaborare per la Pineta e per il verde urbano, senza essere ascoltati. Oggi assistiamo a un mega-intervento improvvisato, di dubbia legalità (si vedano le norme di salvaguardia), che non considera l’esistenza della Riserva Naturale e ciò, ancora una volta, a spregio delle professionalità esistenti in città. Viene inoltre negato ai cittadini il diritto di conoscere quel che si sta facendo e di poter fare osservazioni."

RIAPRE LA PINETA DANNUNZIANA

L'associazione conclude con alcune domande:

"Quali saranno le specie da reimpiantare? In quale proporzione fra loro? Da dove vengono gli esemplari? Sarà un reimpianto coetaneo o disetaneo? Sono solo alberi o anche arbusti? Si è pensato ad individuare gli ecotipi locali? Esiste un’indagine geologica e pedologica per mettere l’albero giusto al posto giusto? Esiste una certificazione degli alberi da acquistare e che sono destinati alla Riserva? Esiste un Piano dell’impianto di ben 1000 alberi? È possibile vederlo? Quale preparazione del suolo destinato all’impianto? Con quali mezzi si pensa di operare all’interno della Riserva? Il Comune ha provveduto alla V.A.S. o alla V.I.A.? Gli alberi abbattuti verranno asportati tutti? O in parte? Magari a seguito di una diagnosi fitopatologica…o meno?

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