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Lunedì, 15 Agosto 2022
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Movida, l'ira delle associazioni di categoria: "Con il piano di risanamento acustico si spegne la città"

Le associazioni di categoria non ci stanno e qualcuna si è già affidata ai legali, più moderata Casartigiani, ma nel complesso le posizioni di Ascom, Confesercenti e Confartigianato sono un coro unanime: "Un favore alle zone limitrofe e la morte di Pescara"

È un coro praticamente unanime: l'approvazione del piano di risanamento acustico è un male non solo per le attività del food, ma per tutto il commercio con tra l'altro il rischio di diventare uno strumento di desertificazione non solo del centro, ma di tutte le zone in cui ci si incontra per vivere la cosiddetta movida.

Le associazioni di categoria non ci stanno e alcune si sono già rivolte a dei legali per tutelare quelli che ritengono i loro diritti e sebbene qualcuno abbia una visione più moderata, come confermano il presidente di Confcommercio Riccardo Padovano e il direttore di Casartigiani Dino Lucente, nel complesso tutti si scagliano contro il discusso documento che oggi ha ottenuto il primo “sì” in consiglio comunale. Le posizioni più critiche sono quelle di Confartigianato, Ascom e Confesercenti. A parlare, per loro, sono Fabrizio Vianale (direttore Confartigianato Pescara), Olivia Chiarolla (direttore Ascom Pescara) e il direttore e la presidente di Confesercenti Gianni Taucci e Marina Dolci.

Il primo lamenta innanzitutto il fatto che nella stesura del piano non siano stati in alcun modo coinvolti i rappresentanti degli esercenti, ma al di là dell'aspetto organizzativo, quello che davvero non gli va giù è il pensiero che una volta fatto il regolamento e attuate le misure previste, si potrebbe ottenere “un effetto boomerang per tutta la città perché il piano è complessivo – afferma -. Si creerà un gap nella concorrenza che rischia di rendere Pescara meno attrattiva perché sappiamo che fuori Pescara, nelle zone limitrofe, ci si sta organizzando e quando sei meno attrattivo ci rimettono tutti: non solo il food, ma tutto il commercio e l'artigianato. Tutto varrà meno. Siamo riusciti a trasformare – incalza – la bomboniera di piazza Muzii in un problema. Una bomboniera che consentiva alle persone di venire il pomeriggio, girare per negozi, fare un aperitivo e proseguire la serata portando gente e vita dentro la città. Stiamo valutando ogni tipo di percorso per tutelare gli esercenti di tutta la città, voglio ribadirlo – conclude -. Veniamo da due anni di pandemia e il problema di Pescara è avere un piano di risanamento acustico? In realtà - conclude - dovremmo fare un monumento alle attività che restano aperte nonostante i problemi, nonostante i costi dell'energia. Tante zone della città restano accese perché sono loro ad illuminarle. Sono dei presidi di sicurezza. Qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di questa scelta".

Non diversa la posizione della Chiarolla. “Pescara rischia di diventare una città dormitorio e le zone limitrofe, giustamente, ne approfitteranno. Oggi si spegne piazza Muzii, domani la Riviera e dopodomani tutta la città. E quando dico 'si spegne' non parlo solo del food, ma di tutte le attività commerciali. Io voglio una risposta al perché, perché si è arrivati a questo punto. Personalmente oggi ero in aula al momento dell'approvazione e la maggioranza, seppur sul voto compatta, l'ho vista divisa durante la discussione. Tra gli emendamenti passati e approvati ce n'è uno di Forza Italia con cui si impegnano l'assessore al commercio e il sindaco a redigere entro 60 giorni un piano sugli orari e altre misure che riguardano la regolamentazione delle attività Mi chiedo: non si poteva fare prima? Per quanto ci riguarda questo piano non andava proprio approvato – chiosa Chiarolla -. Ora speriamo che almeno, come dovrebbe essere, ci facciano partecipare alla redazione del regolamento e soprattutto ascoltino le nostre esigenze, ma resta il fatto che il documento in aula non ci doveva proprio arrivare. Per questo, appena votato, come Ascom abbiamo lasciato l'aula”.

“Siamo fortemente delusi di questo passaggio in prima battuta perché avevamo chiesto un'opportunità per modificare alcune parti del piano che ci sembravano inutili e dannose – afferma Taucci -. Delusi lo siamo anche per il fatto che in fase di presentazione del piano non c'è stata data la possibilità di confrontarci sul tema. Questa è una scelta di cui si assume la piena responsabilità questa amministrazione. Le associazioni di categoria sono state completamente messe da parte e questo la dice lunga su come vuole ragionare con le parti dell'imprenditoria locale. Il nostro grande dubbio – prosegue – è che questo piano che ha condizioni inaccettabili anche su alcuni punti normativi in merito ai ruoli, possa scatenare la richiesta di applicazione su tutta la città. Noi il futuro di una città che decreta lo spegnimento di tutti i quartieri lo vediamo male. Tra l'altro il piano fa riferimento a rilevazioni fatte un anno e mezzo fa e cioè prima di uno svuotamento che già c'è stato nel quadrilatero di piazza Muzii con un'importante riduzione dei posti di lavoro e determinato dalle tante ordinanze che ci sono state. Fatto sta che le zone che si stanno riempiendo sono altre e in altre città”. Caustica la Dolci che se sul regolamento auspica un importante coinvolgimento perché si trovino regole “valide per una città che sia accogliente, pulita, sicura e allegra”, sottolinea come sia stanca di vedere una città che si spegne. “Basta con il chiedere solo agli esercenti – dichiara rivolgendosi all'amministrazione -. Lei cosa mette sul piatto per rivitalizzare il commercio? Divieti e parcheggi a pagamento, poi inaugura strade e non risana lo scempio di viale Marconi”.

Per il presidente di Confcommercio Pescara Riccardo Padovano la notizia dell'approvazione del piano “non è piacevole. Avevamo cercato nelle linee guida di stralciare un paio di questioni, abbiamo avuto anche un incontro con il sindaco e gli assessori Alfredo Cremonese e Isabella Del Trecco. Certo di un regolamento c'è bisogno, ma ora ci auguriamo che nel farlo si dia ascolto alle associazioni perché ci sono i cittadini, ma ci sono anche le imprese. Siamo una città in cui la sera le persone quando finiscono di lavorare si vogliono anche svagare per cui compito della politica è mediare anche perché chi fa l'imprenditore sceglie di farlo non è che glielo dà qualcuno il lavoro”. Se dunque all'istituzione chiede ascolto quando le misure dovranno essere decise, un appello Padovano lo lancia anche ai cittadini: “devono prendere atto che Pescara è una città viva e dove si vuole vivere. Non ci può essere una battaglia continua. Trovare un punto di equilibrio sì, ma che sia di equilibrio”.

Moderata la posizione di Casartigiani. Il presidente Dino Lucente si è detto favorevole al piano e dopo l'approvazione spiega che richieste di modifica nell'attuare il regolamento saranno chieste perché comunque il lavoro va garantito. Anche per lui bilanciare è la vera risposta che va data alla città per evitare che la movida si trasformi in violenza, come accade dopo la chiusura dei locali quando in giro resta chi si dedica a risse e vandalismi consentendo allo stesso tempo agli esercenti di lavorare seppur nel rispetto delle regole.

Sul tema oggi si sono espressi in modo molto critico anche il consigliere comunale del Pd Giovanni Di Iacovo e la capogruppo M5s Erika Alessandrini con il primo che, in vista dell'approvazione del regolamento, parla già di un "autunno caldo". 

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