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Con il piano freddo una 40ina di letti caldi per i senzatetto e i loro quattro zampe: sacchi a pelo per chi resta in strada

Dal Comune via libera anche quest'anno al piano con cui si dà ospitalità ai meno fortunati e i loro quattro zampe, spiegano l'assessore comunale Di Nisio e il responsabile dell'associazione Massimo Ippoliti: almeno 17 le stanze a disposizione nell'hotel Holiday, ma l'attenzione è anche per chi quell'aiuto non lo vuole

Saranno circa una quarantina i senzatetto che troveranno ospitalità all'hotel Holiday per trascorrere le fredde notti d'inverno. Anche quest'anno il Comune con il supporto dell'associazione On The Road ha approvato il Piano freddo e ancora una volta i senza fissa dimora che accettano l'ospitalità, potranno portare con loro gli amici a quattro zampe che nelle ore notturne saranno ospitati in un'area organizzata della struttura.

A spiegarlo a IlPescara è l'assessore comunale al Disagio sociale Nicoletta Di Nisio che ha seguito il Piano insieme all'assessore comunale alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio e Massimo Ippoliti responsabile dell'associazione On The Road. Alle persone che l'ospitalità la accettano si aggiungono però anche quei senza tetto che ospitalità non la vogliono, persone che magari hanno problemi fisici o psichici, ma che comunque non vengono lasciate sole.

Le unità di strada dell'associazione così come quelle delle tante altre che ci sono sul territorio a cominciare dalla Caritas, che ogni giorno si occupano di loro, ascolano i loro bisogni, intervengono in caso di segnalazioni, in questo periodo stanno infatti distribuendo dei sacchi a pelo capaci di tenere al caldo fino a meno venti gradi, sottolinea Ippoliti. Sacchi a pelo acquistati dal Comune nell'ambito del progetto “Abitare i luoghi”.

Riguardo al piano freddo, sottolinea Di Nisio, l'aver aperto le porte ai quattro zampe, cosa che non avviene ovunque, ha fatto sì che le persone disposte a fari aiutare siano aumentate e quest'anno saranno almeno 17 le stanze dell'hotel che apriranno loro le porte. In calendario poi già gli appuntamenti per il natale, spiega Ippoliti, perché anche chi si trova a vivere in condizioni tanto difficili possa avere un momento di serenità.

Quello invernale, spiega ancora, è un periodo in cui la presenza di senza fissa dimora aumenta anche in una città come Pescara dove il fenomeno fortunatamente è tenuto costantemente sotto controllo proprio grazie a quelle unità di strada che aiutano e monitorano. “In città il numero è più o meno quello che troverà ospitalità, ma quando c'è il periodo delle feste in tanti si muovono proprio perché sperano di trovare una sistemazione altrove. Ovviamente la rete è prioritaria per chi è già sul territorio, ma quando accade siamo noi tramite i 'biglietti solidali' a far sì che possano tornare nelle città da dove sono arrivati”. Un aumento di cui ha parlato anche il presidente della commissione comunale Sicurezza Armando Foschi ipotizzando dei possibili Daspo per chi non vuole farsi aiutare. 

Da distinguere però, prosegue il responsabile di On The Road, il fenomeno dei senza fissa dimora con quello di chi viene in città per fare accattonaggio. “Sono famiglie conosciute. Con il gruppo Giona della polizia locale abbiamo fatto dei controlli identificandoli e parlando con loro. In questo caso parliamo di persone che arrivano magari dalla Romania e che passano tre mesi in città mettendosi agli angoli delle strade a chiedere soldi, sfruttando terzi e dando vita a un fenomeno di fatto illegale. Sono però persone che nei loro Paesi case ne hanno. Insomma non sono quelle persone che hanno reale bisogno d'aiuto”. Una realtà che conosce altrettanto bene Ippoliti dato che nel 2016 sempre con il Comune e con la Caritas si è portato avanti, ricorda, il progetto “Prossimità” con cui li abbiamo seguiti, studiati e conosciuti.

Insomma al di là di quelle realtà di cui poi sono deputate a occuparsi in caso di bisogno le forze dell'ordine, l'inverno è arrivato e con esso il freddo, ma anche quest'anno grazie alla grande rete presente sul territorio e all'amministrazione, per i meno fortunati ci sarà un letto e un pasto caldo. Per loro e per quegli inseparabili amici per cui molti rifiutavano di accedere alle strutture per non separarsene. “Ci teniamo al benessere di queste persone, ma non tutti possono essere convinti ad accettare questo tipo di aiuto. Ci sono ragioni personali e non c'è un obbligo, ma grazie alle unità di strada – conclude Di Nisio – li conosciamo e cerchiamo di fare tutto ciò che possiamo anche per loro nella speranza che magari prima o poi accettino anche un aiuto più grande. Sono situazioni molto complesse su cui comunque, a differenza di quanto a volte il cittadino può immaginare vedendo una persona rannicchiata in un sacco a pelo, si possa immaginare”.

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