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Martedì, 24 Maggio 2022
Attualità Bolognano

Piano d'Orta, verranno rimosse 150 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi

Ne hanno dato notizia stamani il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, e il sindaco Guido Di Bartolomeo: "L’atto illecito resta impunito ma finalmente si restituisce serenità ai residenti della zona"

A Piano d'Orta verranno rimosse 150 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi. Ne hanno dato notizia stamani il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, e il sindaco Guido Di Bartolomeo, dichiarando quanto segue: “Dopo 10 anni mettiamo fine ad un altro oltraggio alla salute a all’ambiente con l’eliminazione di circa 150 tonnellate di rifiuti pericolosi. L’atto illecito resta impunito ma finalmente si restituisce serenità ai residenti della zona. Un’altra importante azione a tutela del territorio da parte della Regione Abruzzo che già nel giugno scorso ha approvato lo schema di convenzione con il Comune di Bolognano per l’assegnazione del contributo di 112.630 euro utili alla realizzazione delle attività di rimozione e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi insistenti in una parte dell’area pubblica del sito ex Montecatini - appartenente alla società Moligean S.r.l - e adiacente ad un’altra di proprietà di privati cittadini, a Piano D’Orta”. I lavori, in via Anelli, sono cominciati proprio oggi.

“Le risorse economiche in questione – per le quali si ringrazia ancora una volta anche l’assessore regionale al ramo, Nicola Campitelli – permettono la messa in sicurezza, l’eventuale caratterizzazione e bonifica dell’area già gravata da criticità ambientali legate alla presenza del sito di interesse nazionale Bussi sul Tirino – ha spiegato il primo cittadino, affiancato dalla sua vice Adelaide Chiacchia – interventi necessari anche per consentire la riapertura della strada interdetta al traffico pedonale e delle auto dal 2019 quando venne rinvenuto l’importante cumulo di rifiuti. Il terreno fu contaminato soprattutto da cadmio, arsenico e nichel e ricordo come, purtroppo, non fu possibile risalire ai responsabili di quell’ulteriore reato ambientale ma come quei materiali abbandonati presentassero colorazioni simili a quelli presenti nel Sin inquinato e fu il riscontro delle analisi analitiche effettuate, a dicembre 2020, a classificarli come ‘rifiuti speciali pericolosi’. Si ebbe anche contezza, grazie ad una ricognizione storica del luogo oggetto dell’indagine – attraverso foto aeree fornite da Google Earth – dell’epoca dell’atto illecito che, presumibilmente, sarebbe avvenuto tra il 2012 e il 2014. L’intero intervento avrà la durata di sette giorni, compreso lo smaltimento che avverrà in una discarica a Brescia”.

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