Il consigliere Pettinari presenta un esposto in procura per l'amianto sul tetto del Covid Hospital

Il consigliere pentastellato torna sulla questione dei pannelli con amianto presenti sulla copertura dell'edificio

Non molla il consigliere regionale del M5s Pettinari, in merito alla questione dell'amianto sul tetto dell'ospedale Covid di Pescara ed annuncia di aver preparato un esposto per la procura per chiarire se vi sono potenziali rischi per la salute dei degenti, del personale e dei residenti della zona.

Pettinari, infatti, non è rimasto soddisfatto delle risposte fornite dagli uffici della Regione e della Asl, e dunque intende andare a fondo sulla vicenda per i pannelli esterni che in alcuni casi conterrebbero amianto.

A quanto si evince dal carteggio tra me e gli uffici preposti le analisi sulla consistenza dell’amianto sono state eseguite nel 2009, e l'anno successivo, 2010, sono stati rilevati i campionamenti in aria al fine di verificare eventuali dispersioni nocive. Successivamente, solo nel 2015, la Asl avrebbe attuato un programma di monitoraggio e custodia dell’amianto. Per i rilevamenti in aria, invece, l’unico dato a noi fornito risale al campionamento eseguito addirittura nel lontano 2010. A questo punto mi chiedo, perché hanno aspettato il 2015 per il monitoraggio e addirittura, stando ai dati da loro comunicati, da 10 anni nessuno avrebbe eseguito dei campionamenti in aria visto che la palazzina in questione insiste nel complesso ospedaliero?

Secondo Pettinari, dalle carte emerge anche un mancato controllo prima di avviare i lavori per l'ospedale Covid, per scongiurare possibili rischi per i pazienti come avvenuto per il polo onco ematologico che sarebbe dovuto sorgere proprio nell'ex Ivap che poi ha ospitato l'ospedale dedicato al Coronavirus.

Oltre a queste gravi nebulosità, la struttura presenta altri fattori di rischio: l’inagibilità della scala anti incendio esterna, tanto che il piano di fuga prevede l’utilizzo delle scale interne; e l’ascensore non adeguatamente spazioso per trasportare i letti di degenza, costringendo il personale a spostare il paziente su barelle più piccole per trasferirlo da un’ala all’altra per eseguire esami o terapie.

Secondo il consigliere pentastellato, infine, la Regione deve certificare l'idoneità della struttura ad ospitare il reparto tutelando il bene superiore che è quello della salute collettiva.

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