Martedì, 27 Luglio 2021
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La ricetta dell'associazione Pescara Tutela per la ripartenza degli eventi culturali: "Cambiare i rapporti con gli enti locali"

Secondo Pescara Tutela, occorre agire su tre fronti fondamentali per cogliere le opportunità offerte in vista della ripartenza degli eventi e delle attività culturali in Abruzzo e nel nostro Paese

Il presidente dell'associazione "Pescara tutela" Licio Di Biase, interviene in merito alla questione della ripartenza dopo lo stop imposto dalla pandemia, per il settore delle attività e degli eventi culturali. A pochi giorni dall'attuazione del decreto del Governo che di fatto, concedere alcune riaperture a partire dal 26 aprile, l'associazione sottolinea come, per riprendere le iniziative, serva fondamentalmente agire su tre fronti.

Innanzitutto, scrive l'associazione, gli enti locali come Comuni, Province e Regioni devono fare un salto di qualità rispetto al passato, pensando di concedere spazi gratuiti per le attività culturali considerando la scarsità di risorse a disposizione.

Quindi, sopperire alla carenza di risorse con la concessione gratuita dei luoghi in cui organizzare gli eventi e questo riguarda soprattutto il Comune di Pescara ormai allo sbando per quanto riguarda l’approccio con il mondo culturale

Secondo Di Biase, va cambiato anche il sistema per tornare alla concessione di contributi e non al rimborso, con gli enti che dopo l'evento garantivano dei rimborsi, ma in questo modo chi non ha risorse in anticipo non può di fatto organizzare eventi penalizzando molto il variegato mondo associativo. Il presidente chiede poi puntualità e determinazione, concludendo:

Gli enti che hanno competenza sul patrimonio culturale devono garantire la fruibilità dei beni culturali oggi in una indefinibile gestione, come il caso di San Clemente a Casauria chiusa dalla scorsa estate, ma di esempi simili è pieno l’Abruzzo.

Occorre uno scatto per ridare vigore ad un settore di importanza strategica per il turismo in vista della stagione estiva. Infatti il 90% dei beni culturali, ad esempio, medioevali non sono fruibili e questo è un assurdo per una Regione che vuole investire nella valorizzazione del proprio territorio

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