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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Anche a Pescara la manifestazione "No Draghi Day" contro le misure economiche del Governo

La protesta, organizzata da diverse sigle sindacali, partiti e movimenti civici si terrà il prossimo 4 dicembre in piazza Sacro Cuore

Anche a Pescara si terrà la giornata nazionale di protesta contro le misure economiche del Governo Draghi, denominata "No Draghi Day" per contestare licenziamenti, privatizzazioni, delocalizzazioni e carovita. L'iniziativa è organizzata dalla Confederazione Cobas, Usb Unione sindacale di base, e vedrà la partecipazione di ForumH2o, Collettivo Zona Fucsia, Pc Paese Comune, Potere al popolo, Priorità alla Scuola, No Hub del Gas, Rete Oltre il Ponte, Rifondazione Comunista. Appuntamento in piazza Sacro Cuore dalle 16 di sabato 4 dicembre.

"La legge di bilancio prodotta dal governo Draghi conferma il nuovo e pesante attacco alle condizioni di vita dei settori sociali più deboli del paese mentre stanzia ingenti ulteriori risorse per le grandi imprese e le rendite finanziarie. Si conferma la linea politica dell’aumento delle disuguaglianze, anziché invertire la rotta. Gli aumenti dei prezzi delle materie prime e dell’energia provocano rincari delle bollette e dei prezzi di beni e servizi, incrementano il carovita che colpisce lavoratori e pensionati, i quali sono indifesi perché con salari e stipendi bloccati da tempo per il mancato rinnovo dei contratti.

A soffrire sono gli strati più poveri della popolazione, come i pensionati al minimo o i percettori del reddito di cittadinanza. Sulle pensioni si mantiene il famigerato impianto della Fornero, con un ulteriore rialzo dell’età pensionabile. Sul reddito di cittadinanza si introducono misure per restringerne la platea e per forzare i percettori ad accettare qualsiasi lavoro: part time, a tempo determinato e a grande distanza dalla residenza. Sul fisco si preannuncia l’abolizione dell’Irap, cioè dell’unica tassa ineludibile per le imprese, mentre le riduzioni per i lavoratori verranno indirizzate verso i redditi medio-alti (tra i 28mila e i 55mila euro). "

Secondo i sindacati, il Pnrr non si pone il problema di ridurre le disuguaglianze sociali con la redistribuzione del redditto, senza investimenti pubblici nei settori chiavi della vita sociale come sanità, scuola e trasporti urbani, fondamentali anche per contrastare, oltre ai vaccini, la diffusione della pandemia:

"A completare il piano di Draghi c’è invece il disegno di legge del governo sulla concorrenza che prepara una privatizzazione selvaggia di tutto ciò che resta ancora di pubblico nel nostro paese: dai trasporti locali all’energia, dall’acqua all’igiene ambientale, dai porti fino alla liberalizzazione dei taxi e ad un rilancio in grande stile della sanità privata. Mettere i beni comuni, a cominciare dalle risorse idriche a quelle energetiche, nelle mani delle grandi società private non potrà che favorire nuovi disastri ambientali e abbassare ulteriormente le tutele in materia di salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. In questo quadro non va sottovalutata la condizione dei lavoratori immigrati, dello sfruttamento a cui sono sottoposti, con l’assenza in molti casi anche di copertura sanitaria che impedisce loro anche di vaccinarsi, un paradosso vista la pandemia in corso.

Una riforma della giustizia che farà danni in materia di contrasto alle mafie, ai reati ambientali e alla diffusa corruzione che soffoca l’economia del paese. Forte del sostegno che ha da parte di quasi l’intero arco parlamentare questo governo marcia compatto nella direzione di ridurre i diritti della classe lavoratrice, utilizzando le tecniche repressive del decreto Salvini e dando copertura alle azioni illegali da parte del padronato quando utilizza le squadracce pagate per picchiare lavoratori e lavoratrici in sciopero."

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