Pescara, disabile malato di sclerosi multipla prigioniero da 5 anni in una casa popolare

Moreno Colonna, come spiega il consigliere regionale Pettinari, vive in uno stabile popolare di via Nora dove però non c'è l'ascensore. "Imprigionato in casa, istituzioni sorde ed indifferenti"

Improgionato in casa da 5 anni, a causa della mancanza di un ascensore. È la storia di Moreno Colonna, disabile malato di sclerosi multipla che vive in un alloggio popolare in via Nora, di proprietà della Regione Abruzzo. Ma il suo palazzo non dispone di ascensore e dunque per lui è praticamente impossibile uscire di casa. Nonostante le segnalazioni ripetute fatte dalla famiglia, ha fatto sapere il consigliere regionale Pettinari che ha sollevato il caso, non è arrivata ancora alcunia risposta.

Lo stesso Movimento 5 Stelle, ha spiegato Pettinari, più volte si è occupato del caso senza avere risposte dalle istituzioni. Pettinari chiede che venga assegnata a Moreno un'abitazione al piano terra o in uno stabile dotato di ascensore, sfrattando gli abusivi presenti da anni nelle case popolari pescaresi per dare immediatamente una soluzione a questo problema:

“Le istituzioni sembrano non voler sentire. Ecco perché chiedo l’aiuto dei media e di chiunque possa dare risalto ad un’ingiustizia che si compie sotto gli occhi di tutti. Moreno è sempre stato un grande lavoratore, fin quando la salute glielo ha permesso. E’ un cittadino onesto, paga l’affitto all’Ater, paga le tasse e le utenze. Il figlio Francesco è un volontario presso l’associazione Aism per aiutare le persone che, come il suo papà, sono vittime di questa terribile malattia degenerativa. Racconto queste cose perché sia chiaro che le istituzioni stanno lasciando sola una famiglia che è un modello di comportamento e che va avanti con dignità ed onestà nonostante tutto”

Moreno spiega che ha problemi anche a muoversi all'interno dell'abitazione, con il bagno che ha la porta stretta ed inaccessibile con la carrozzina. Vive la giornata fra il tinello ed il letto.

"Mia figlia è sposata da 4 anni e non ho ancora potuto vedere la casa dove vive con il marito e con il mio nipotino. Certe volte mi viene una grande tristezza ma poi penso che le cose possono cambiare e mi faccio coraggio. Il mio desiderio più grande è poter fare una passeggiata sulla riviera o in centro, e poi tornare allo stadio. Sono stato per  anni un tifoso sempre presente in curva e anche in trasferta, per  anni ho fatto anche lo steward allo stadio. Seguo sempre la mia squadra del cuore”

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