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"Pescara capitale italiana della cultura 2027", la proposta del comitato Pescaratutela all'amministrazione comunale

Il comitato propone anche di definire 4 poli o distretti turistico-culturali e commerciali

“Pescara capitale italiana della cultura 2027”.
È il comitato ”Pescaratutela” a proporre all’amministrazione comunale di concorrere per la possibilità che il capoluogo adriatico sia capitale italiana della cultura.

Nel frattempo, domenica 18 luglio, nel Circolo Aternino” dalle ore 18 alle 21 ci sarà una straordinaria esposizione di una lapide probabilmente del I° sec. d.c. rinvenuta a Rampigna nel 1700 e poi scomparsa.

Un confronto franco e sincero tra Soprintendenza e amministrazione comunale su Rampigna e su altre emergenze archeologiche nell’area della vecchia Piazzaforte. Ieri pomeriggio al Circolo Aternino, nell’evento organizzato dall’associazione culturale “Pescaratutela”, si è parlato di cultura e della Pescara storica. Sono intervenuti il sindaco Carlo Masci, Claudio Varagnoli dell’università d’Annunzio e Roberto Orsatti e Deben Cesana della Soprintendenza Chieti-Pescara. In apertura, Licio Di Biase, presidente dell’associazione Pescaratutela, ha illustrato le idee che possono determinare un salto di qualità nella politica culturale e turistica, ovviamente con risvolti commerciali, della città di Pescara sottolineando come nella stessa debbano ben definirsi quattro Poli o distretti turistico-culturali e commerciali e precisamente: il polo degli eventi nella pineta D’Avalos (Aurum, Teatro D’Annunzio, Auditorium Flaiano e Auditorium Cerulli); il polo del fiume e del mare da localizzare alla foce del fiume Pescara avendo come luogo identitario il Museo del Mare; Il polo della contemporaneità da identificare nell’area compresa tra il museo Vittoria Colonna, il museo Imago e il vecchio mercato coperto di via Cesare Battisti, nuovo luogo degli incontri; il polo storico-culturale da identificare con il perimetro della vecchia Piazzaforte, un’area che va oltre il semplice centro storico.

Secondo Di Biase, l’identificazione di questi poli o distretti deve determinare scelte e politiche in sintonia con la valorizzazione del patrimonio esistente e con la loro esaltazione in chiave turistico-commerciale. Di Biase si è soffermato sul tema dell’incontro “Dalla Piazzaforte al Polo storico-culturale della città” sottolineando come questa area sia diventata il contenitore di una eccezionale presenza di elementi culturali da valorizzare e li ha elencati: il parco archeologico di Rampigna, evidenziando anche l’opportunità di lavorare al trasferimento della questura per realizzare un significativo e identitario parco nel centro della città; la chiesa di S. Maria del Carmine (oggi all’interno della questura) degli inizi del 1600; i sotterranei del Bastione S. Vitale; il Circolo Canottieri. Tutte realtà collocate a nord del Fiume, mentre a sud sono stati individuati: il museo delle Genti; la biblioteca Vittoria Colonna; il mosaico golenale del II/III sec. dc; il Circolo Aternino; Casa Flaiano (proprietà privata); auditorium De Cecco in piazza Unione (proprietà della Regione); il Genio Militare (spazio da recuperare di proprietà del ministero della Difesa, in cui occorre collocare il Museo della Città; il museo Cascella; S. Cetteo (col Guercino) e le basi delle colonne di Santa Gerusalemme (XI secolo); il teatro Michetti; il MediaMuseum (privato); il museo dell’Ottocento che verrà inaugurato a settembre, fiore all’occhiello della città (privato). 

«Alla luce di queste realtà», evidenzia Di Biase, «va individuato un modello gestionale per tutta l’area con una attenta politica di valorizzazione per rilanciare l’offerta commerciale di tutto il comparto, determinando un salto di qualità rispetto alla odierna offerta». Inoltre, Di Biase sottolinea che l'associazione Pescaratutela si pone l’obiettivo di far concorrere il Comune di Pescara al bando del ministero dei Beni culturali per “Pescara capitale della cultura 2027”, ovvero a cento anni dalla nascita istituzionale dell’attuale città.

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