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Martedì, 17 Maggio 2022
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Pesca e caro gasolio, europarlamentari Lega: "Servono interventi come per la Brexit e il covid"

Presentate due interrogazioni in commissione europea perché si affronti la "gravissima crisi" che colpisce non solo le marinerie italiane, quella di Pescara compresa, ma di tutta Europa

Arriva fino a Bruxelles il grido della marinerie italiane, inclusa quella di Pescara che stanotte è tornata in mare dopo 8 giorni di protesta, ma senza che sia arrivata alcuna soluzione alle loro difficoltà, a cominciare dal caro gasolio. A portare nella commissione europea il problema sono gli europarlamentari della Lega in commissione per la pesca, Annalisa Tardino, Rosanna Conte (coordinatrice del gruppo Identità e democraziain commissione), Massimo Casanova e Valentino Grant. Due le interrogazioni che hanno depositato con cui “chiediamo – spiegano - di mettere in campo urgenti misure che potrebbero essere sostenute dal fondo Feampa. Bisogna sostenere i pescatori per l'interruzione temporanea delle attività attraverso provvedimenti simili a quelle attuati per Brexit e Covid. La Lega e il gruppo Identità e democrazia chiedono anche di aumentare la flessibilità delle quote anno per anno e di ipotizzare anche misure aggiuntive, quali aiuti di Stato, come riduzione degli oneri sociali, sospensione delle tasse e la proroga dei prestiti covid. Infine, chiediamo di far fronte alle difficoltà della flotta Ue, ricompensando i costi aggiuntivi causati dall’aumento del prezzo dell’energia e del carburante e proteggendo il settore dall’instabilità dei mercati”.

Gli europarlamentari chiedono quindi un sostegno immediato per il settore della pesca e dell'acquacoltura per tutti i Paesi dell'Unione. “Il rincaro del prezzo del carburante, andato oltre quel limite che impedisce alle imprese ittiche di riuscire a ricavare un reddito dalla propria attività, da settimane ha lasciato in porto migliaia di imbarcazioni, danneggiando ulteriormente la redditività dei pescatori. In diversi Stati membri le flotte stanno interrompendo le attività, in Italia il 50% della flotta è ferma e gli altri pensano di ridurre le giornate lavorative a 2-3 a settimana. Cosa che avrà sicuramente un impatto anche sul prezzo del pesce – concludono -, che potrebbe subire aumenti senza controllo. Alla Commissione chiediamo, con due apposite interrogazioni”.

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