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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Pazienti covid, presa in carico più "leggera": via al bando per reperire medici addetti ai controlli negli ospedali e nelle strutture private

Cambiano le linee guida alla luce del quadro epidemiologico: l'emergenza sembra ormai alle spalle e si può alleggerire il carico che pesa sulle strutture sanitarie, nuove regole anche per i tamponi sia per i pazienti che per gli operatori

Cambia la presa in carico da parte delle Asl dei pazienti positivi al covid-19. Con le nuove linee guida si chiude ufficialmente la gestione di tipo emergenziale e si avvia una procedura sostenibile per il sistema ospedaliero.

Questo l'obiettivo del documento tecnico elaborato dall'Agenzia sanitaria regionale (Asr) con il supporto di un comitato tecnico-scientifico fatto di medici e di esperti. Il quadro epidemiologico è cambiato, questo il punto di partenza. Di qui la necessità di aggiornare le linee guida in particolare in riferimento ai tamponi per gli operatori sanitari e i pazienti e ai criteri di appropriatezza per il ricovero dei pazienti colpiti dal virus nei setting assistenziali ospedalieri.

A spiegare i dettagli delle nuove procedure sono l'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e il direttore dell'Asr Pierluigi Cosenza che hanno anche illustrato il bando predisposto dall'Agenzia,

per la formazione di un elenco di medici disponibili ad essere impiegati in attività di verifica e controllo delle prestazioni erogate dalle Asl e dalle strutture del privato convenzionato. Possono partecipare all’avviso tutti i medici iscritti all’ordine, anche se in pensione.

Partiamo dai tamponi. Quelli molecolari saranno utilizzati soprattutto per gli interventi programmati nelle aree di degenza onco-ematologiche, mentre in tutti gli altri casi sarà preferibile l'uso dei tamponi antigenici di terza generazione al fine di garantire, spiegano, un responso più rapido in caso di urgenza. Il test antigenico sarà quindi effettuato sui pazienti sia prima del ricovero in qualsiasi area di degenza, sia su quelli che hanno avuto contatti stretti con un positivi durante la degenza e che mostrino sintomi compatibili con il covid-19 ed anche prima che uno di loro venga trasferito in chirurgia per un intervento. Per quanto concerne i sanitari questi dovranno sottoporsi al test in caso di contatto stretto con un positivo (ogni giorno dal secondo al quinto giorno dall’ultimo contatto), in caso di comparsa di sintomi compatibili con quelli del virus e prima della riammissione al lavoro in caso di esito positivo.

Quindi i ricoveri che saranno determinati dalle necessità clinico-assistenziali del paziente e non alla positività al coronavirus. Il paziente che arriverà in pronto soccorso con i sintomi seguirà il percorso ordinario nelle aree di degenza dedicate al covid a seconda della gravità riscontrata. Chi invece in pronto soccorso ci arriva per altre patologie risultando solo dopo positivo, verrà ricoverato nella cosiddetta “area grigia” presente nelle singole unità operative. Area grigia che ospiterà anche i pazienti che dovessero positivizzarsi durante il ricovero. In caso di bisogno di intervento chirurgico questo verrà eseguito solo al termine di tutte le altre operazioni così da evitare ogni possibile contatto con altri pazienti.

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