Il Parco Nazionale della Maiella è in lizza per diventare Geoparco Unesco

A tal proposito, in occasione delle "Dieci giornate in pietra" si è svolto il 12 settembre, nella sala consiliare "Wojtyla" a Lettomanoppello, il convegno “Le mille facce della pietra nell’aspirante Geoparco Majella”

Il Parco Nazionale della Maiella è in lizza per diventare Geoparco Unesco. A tal proposito in occasione delle "Dieci giornate in pietra" si è svolto il 12 settembre, nella sala consiliare "Wojtyla" a Lettomanoppello, il convegno organizzato dal Parco Nazionale della Majella “Le mille facce della pietra nell’aspirante Geoparco Majella”. All'evento, realizzato con il patrocinio della Regione Abruzzo, del Comune di Lettomanoppello e dalla locale Pro Loco “Tholos”, hanno partecipato,tra gli altri, il sindaco di Lettomanoppello, Simone Romano D’Alfonso, il direttore del Parco Nazionale della Maiella, Luciano Di Martino, e altri rappresentanti del Parco e dell’Ordine dei Geologi.

A fare gli onori di casa il sindaco D'Alfonso, che ha rimarcato l’importanza di riscoprire,potenziare e sfruttare per fini turistici l’antica arte della estrazione e della lavorazione della pietra della Majella, tramandata da generazione in generazione da padre in figlio, che contraddistingue la "Città della Pietra della Maiella". Il direttore Di Martino, invece, ha fatto una breve carrellata sulla eterogenea biodiversità del territorio e sulle attività lavorative dei tecnici del Parco della Maiella, il cui fine è anche la tutela, cioè la conservazione delle risorse dell'area per una sana fruizione sia per i cittadini, sia per i turisti che per i visitatori.

A tale proposito, va detto che l'ente Parco Nazionale della Majella è in prima fila nel progetto “Adriaticaves”, finalizzato alla creazione di una rete di attori sia pubblici che privati per la  gestione delle cavità naturali, sia per la loro tutela, sia per l'utilizzo ai fini turistici. "Adriaticaves" vuol far nascere e sviluppare un ponte di collegamento fra i Paesi delle due sponde dell'Adriatico.

Le geologhe Adele Garzarella ed Elena Liberatoscioli hanno indicato i geositi nel Parco Nazionale della Majella che gli hanno permesso di candidarsi a Geoparco Unesco, in cui gli ecosistemi sono pressoché intatti (115 grotte censite nel catasto nazionale), meta di numerosi studiosi che approfondiscono il come si sono formate, gli spostamenti degli idrocarburi e il sistema deposizionale piattaforma-transizione-bacino.

Mariano Spera del Parco della Maiella e il geologo Silvano Agostini hanno parlato dell'importanza della sottoscrizione della “Carta delle Grotte”, firmata dagli operatori per garantire l’uso turistico sostenibile e il rispetto del patrimonio storico-culturale negli ambienti ipogei.

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