Domenica, 20 Giugno 2021
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Decise nuove regole per l'affidamento dei parchi cittadini, ecco le novità introdotte

Come fa sapere Ivo Petrelli, presidente della commissione Ambiente, il consiglio comunale ha approvato le nuove regole

Cambiano le regole per l'affidamento dei parchi cittadini a Pescara
Infatti il consiglio comunale ha approvato le nuove regole per l'affidamento in gestione dei parchi comunali all'esterno.

Come fa sapere Ivo Petrelli, presidente della commissione Ambiente, è stato deciso un giro di vite dall'assise civica che ha approvato il nuovo regolamento con 16 voti a favore della maggioranza e 10 contrari dell'opposizione. 

Tra le novità introdotte la possibilità di assegnare il governo temporaneo delle aree verdi anche a scuole, associazioni sportive e professioni religiose, ma anche la possibilità di realizzare strutture mobili leggere sino a un massimo 100 metri quadrati, anziché gli attuali 32 metri quadrati, al fine di promuovere l’organizzazione di eventi e attività, e di assumere la gestione dei parchi sino a un massimo di 20 anni, in modo da ammortizzare gli eventuali investimenti che un privato andrà a realizzarvi.

«La delibera», chiarisce Petrelli, «disciplinerà da questo momento i prossimi bandi per l’affidamento all’esterno degli spazi, offrendo delle opportunità in più a chi si candida alla gestione di un parco cittadino, con l’obiettivo di rendere realmente fruibili e fruite tutte le aree verdi della città. L’iniziativa regolamentare ha una genesi chiara nella volontà di incrementare l’appeal dei parchi cittadini, affidandone a soggetti terzi la cura e la manutenzione che, innanzitutto, determinerebbe una riduzione degli oneri a carico dell’amministrazione cittadina non solo in termini di manutenzione ordinaria, ma anche in termini di pulizia quotidiana, di apertura e chiusura dei cancelli, dunque di conduzione giornaliera. Più volte, ormai da anni, gli uffici hanno tentato di affidare all’esterno almeno la gestione dei parchi più grandi e attraenti, come il "Baden Powell" in via Raffaello, dove ci sono anche campi sportivi, o il parco "Calipari" in via Caduti di Nassiriya, proprio di fronte al Covid-Hospital, il Parco della Caserma Cocco, a Porta Nuova. Ma quasi tutti i tentativi, sino a oggi, sono stati un flop, ovvero la maggior parte dei bandi è andata deserta e, anche quando qualcuno si è candidato ad assumere la gestione delle strutture, rendendosi conto dei costi dell’operazione, si è tirato indietro già all’apertura delle buste, o più semplicemente ha rinunciato poco dopo l’affidamento e, a oggi gli unici due casi di successo sono di fatto il parco di Villa dei Riseis e di Villa Sabucchi».

«Abbiamo deciso», prosegue Petrelli, «che i parchi possono essere affidati in gestione non solo a Onlus, enti no-profit, associazioni umanitarie, cooperative e ditte, ma anche a organizzazioni e associazioni tra cui associazioni sportive dilettantistiche, associazioni di promozione sociale, enti di promozione sociale, scuole e istituti comprensivi, enti di culto, e le imprese. L’idea ci è stata suggerita proprio dall’emergenza Covid-19 per la quale tante professioni religiose ci hanno chiesto di poter utilizzare i parchi per tenere messe e funzioni, così come le scuole e le associazioni sportive per poter svolgere attività all’aperto anziché al chiuso. Una delle novità più importanti introdotte riguarda poi la durata della concessione che, da dieci anni, passa fino a un massimo di vent’anni e la ragione è chiara: nei bandi, così come nel regolamento, il Comune offre agli affidatari l’opportunità di realizzare strutture, chioschi o di eseguire opere migliorative, che però hanno un costo che il realizzatore deve pur avere il tempo di ammortizzare, non certo per trarne un profitto, ma almeno per non essere in perdita e recuperare le spese sostenute. Un recupero che spesso non si riesce a chiudere entro la forbice dei 10 anni, mentre vent’anni danno una maggiore affidabilità. Ovviamente vent’anni rappresenta solo un limite massimo e non un obbligo, ovvero all’atto dell’affidamento comunque verrà stipulata una convenzione ad hoc tra il Comune e il soggetto privato che potrà scegliere per quanti anni assumere la gestione di uno specifico parco cittadino. Non solo: ovviamente resta valida la clausola che obbliga l’affidatario a pagare un canone ricognitorio al Comune, stabilito caso per caso a seconda dell’importanza del parco, delle sue caratteristiche, quindi se dotato di impianti sportivi o meno, della sua "produttività" e capacità di attrazione».

Infine, chi assumerà la gestione dovrà riservare l’uso gratuito del parco e degli eventuali impianti sportivi presenti al Comune per non più di due ore ogni mattina e per un massimo di 30 giorni l’anno, dunque non più, come accade sino a oggi, tutte le mattine dell’anno e per almeno un mese, modifica inserita per non inficiare lo svolgimento di eventuali attività continuative ai danni del concessionario. Infine gli orari di attività dei Parchi dati in concessione, che potranno essere aperti al pubblico dalle 6 alle 24. «Quelle introdotte», conclude Petrelli, «sono modifiche concrete e sostanziali che non mirano certo a trasformare i nostri parchi cittadini in fonte di guadagno per qualche fortunato, né vanno a svendere i nostri parchi come ha sostenuto erroneamente e strumentalmente qualche consigliere d’opposizione, né tantomeno è in atto una privatizzazione, ma piuttosto solo a fare in modo che, chi deciderà di assumerne la gestione, possa in qualche modo non vedersi gravare da un onere troppo grande, che di fatto si tradurrebbe in una rinuncia, come accaduto sino a oggi».

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