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Domenica, 16 Giugno 2024
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Asl Pescara, donata la "Retcam" al reparto di Oculistica: un'apparecchiatura per le patologie dei bambini prematuri

La donazione è avvenuta grazie all'impegno di Laura Cappai, vedova del prof. Alessandro Mazzilli, già primario dell'Oculistica dell'ospedale di Pescara, dal 1983 al 1999.

Un sistema digitale grandangolare "Retcam", apparecchiatura per la diagnostica oftalmologica delle patologie oculari dei bambini prematuri, è stato donato all’Unità operativa complessa di Oculistica del presidio ospedaliero di Pescara. Nella mattinata del 22 maggio è avvenuta la cerimonia. Il macchinario, del valore di 180.560,00 euro, è stato donato grazie all’impegno di Laura Cappai, vedova del prof. Giorgio Alessandro Mazzilli, già primario dell’Oculistica di Pescara dal 1983 al 1999.

La cerimonia di donazione è stata l’occasione, fanno saper dalla Asl, per svelare una targa commemorativa della persona e dell’opera professionale del prof. Mazzilli, posta nell’atrio del reparto quale segno di ringraziamento per tutto il contributo offerto durante il suo operato da primario, «per la sua umanità, signorilità e disponibilità nei confronti del personale medico ed infermieristico e soprattutto per l’estremo rispetto dei pazienti», ha dichiarato Laura Cappai.

Hanno partecipato alla donazione anche il direttore Generale della Asl di Pescara Vero Michitelli, il direttore Amministrativo aziendale Francesca Rancitelli, il Direttore della Uoc Oculistica Michele Marullo, il direttore Uoc Neonatologia, Tin e Nido Asl Pescara Susanna Di Valerio, il presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione territoriale di Pescara, Gabriele Colantuono, l’assessore alla Mobilità, Viabilità e Trasporti del Comune di Pescara Luigi Arbore Mascia e il sindaco Carlo Masci.

In base a quanto riferito dalla Asl, lo strumento donato è una Retcam, un retinografo /fluorangiografo di ultima generazione, di cui solo due ve ne sono in Abruzzo e pochissime in tutto il centro sud.  

«È un apparecchio molto sofisticato e costoso», ha spiegato il direttore Michitelli , «che potenzia la diagnostica oftalmologica in un campo di primaria importanza, quale quello delle patologie oculari dei bambini prematuri. Sarà utilizzato dagli oculisti per visitare i neonati e i nati prematuri, diagnosticando in modo raffinato e precoce eventuali malattie retiniche derivanti dalla prematurità o da altre patologie, al fine di poter fornire un tempestivo e puntuale intervento terapeutico medico o chirurgico».

Michele Marullo ha spiegato: «Su 1000 bambini nati vivi, 8 sono prematuri e l'incidenza e la gravità della retinopatia del prematuro sono direttamente proporzionali al grado di prematurità. Retcam 3 è un'unità mobile e viene utilizzata per diagnosticare soprattutto la retinopatia del prematuro o Rop, malattia vascolare della retina che si manifesta in neonati prematuri ed è provocata dalla formazione di nuovi vasi sanguigni nella retina, in conseguenza della prematurità e del basso peso corporeo alla nascita. Se diagnosticata in tempo, esistono importanti opzioni terapeutiche, tra cui l’iniezione intravitreale di farmaci con inibitori della proliferazione vascolare, il trattamento laser o la vitrectomia. Se la retinopatia viene diagnosticata tardi, la progressione della proliferazione vascolare può condurre al distacco di retina e infine ad una severa ipovisione. La malattia, negli stadi più avanzati, permette un recupero scarso, mentre nelle forme iniziali si può intervenire con successo. Per questo è importantissimo che il controllo sia frequente e venga eseguito da oculisti specializzati, con l’ausilio di attrezzature avanzate tecnologicamente. Proprio nella diagnosi precoce entra in gioco la Retcam. Quindi, in collaborazione con la Terapia Intensiva Neonatale, avendo già una forte esperienza clinica e chirurgica di casi complessi, avremo la possibilità di meglio gestire queste gravi condizioni, ponendoci come centro di riferimento per il trattamento di queste patologie».

Per Susanna Di Valerio, «l’acquisto di uno strumento ad alto valore tecnologico come la Retcm3 per la diagnosi di Rop permetterà un intervento diagnostico preciso e tempestivo per scongiurare l’avanzare della malattia verso la cecità».

Modesto Lanci, referente del Percorso Diagnostico Terapeutico della Retinopatia del Pretermine e responsabile del Servizio di Oftalmologia Pediatrica dell’Ospedale, ha spiegat: «Con l’utilizzo di tale strumento è possibile visualizzare con estrema precisione la retina nella sua quasi totalità. Ciò permette non soltanto una diagnosi precoce di grande accuratezza, ma anche il monitoraggio dei risultati dell’eventuale terapia chirurgica. Oltre alla patologia retinica del prematuro, con la Retcam è possibile diagnosticare e seguire tutte le patologie malformative (colobomi), ereditarie (vitreoretinopatie) e tumorali dell’occhio (retinoblastoma). L’esame eseguito con tale strumento non è invasivo: una sonda viene poggiata sulla cornea del piccolo paziente e le immagini possono essere esaminate immediatamente o rielaborate in seguito. La Retcam permette di archiviare o stampare immagini e video che possono essere condivisi per un consulto, senza rendere necessario il trasferimento del piccolo paziente, ma facendo viaggiare le informazioni, ottimo modello di telemedicina».

                                       

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