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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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Con il caldo sono aumentati gli interventi per assistere le persone con problemi mentali, On the road: "Non fotografate, segnalate"

Il coordinatore della cooperativa sociale spiega come con l'arrivo dell'estate le persone multiproblematiche assumano comportamenti difficili da comprendere e auspica dei protocolli con la Asl per garantire loro non solo assistenza sociale, ma anche sanitaria

Il caldo è un problema per le persone con problemi mentali e gli interventi per soccorrerli sono in aumento. 

A spiegarlo a IlPescara è il coordinatore della cooperativa On the road che riferisce come sia questo, nelle ultime settimane, il problema che si fa più fatica ad affrontare. Sono sempre di più, insomma, le persone con problemi mentali che si allontanano da casa e che magari assumono atteggiamenti che possono non essere compresi da chi se li trova davanti. Una problematica che Ippoliti, fa sapere lui stesso, ha già fatto presente alla polizia municipale perché si possa agire insieme e al meglio tutelando la sicurezza di tutti e, in primis, anche quella di queste persone che si perdono inconsapevolemente e non sono più in grado di tornare a casa o che compiono gesti che indignano chi li vede, ma di cui non sono affatto coscienti. 

L'occasione per Ippoliti anche per fare un appello a tutti i cittadini: se ci si dovesse imbattere in persone che assumono comportamenti fuori dalla norma, “non fotografatele: avvisate chi di dovere perché spesso con una foto postata sui social non si fa altro che amplificare il problema di una condizione che non è affatto facile da gestire. Chiamando noi ad esempio o la polizia municipale, possiamo intervenire e intanto capire se la persona ha dei documenti e dunque riportarla dai parenti nel caso si sia allontanata, o prenderla temporaneamente in carico permettondogli di accedere a servizi utili a dargli assistenza”.

Un fenomeno quello degli anomali comportamenti di chi ha problemi mentali che in estate, in realtà, tende a ripetersi complici le alte temperature. Facile intervenire non lo è sempre, spiega Ippoliti, perché ci sono casi davvero al limite: ci sono persone che non vogliono parlare, persone che non vogliono essere aiutate e che persino rifiutano di lavarsi, stazionando in posti pubblici o girovagando senza una meta. Ecco perché l'auspicio e anche l'impegno di On the road, spiega il suo coordinatore, è quello di riuscire a sottoscrivere dei veri e proprio protocolli con la Asl così che in casi estremi si possa agire congiuntamente assicurando non solo l'assistenza sociale, ma anche quella sanitaria. “Vorrei nascessero dei veri e propri tavoli dove i casi multiproblematici non vengano affrontati solo da un lato, ma sotto ogni punto di vista anche perché spesso le due cose combaciano. Molti si sono già dimostrati disponibili, come i dipartimenti di salute mentale e il Serd: sarebbe bello poter mettere tutto a sistema e garantire assistenza a persone su cui intervenire non è affatto semplice”, conclude. 

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